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Cos'è l'omissione di soccorso in un incidente stradale
Per omissione di soccorso in un incidente stradale si intende la condotta del conducente che, coinvolto in un sinistro, non si ferma, non verifica le condizioni degli altri soggetti coinvolti e non attiva il soccorso (anche solo chiamando il 112). Non è solo un dovere morale: è un obbligo giuridico sancito dall’art. 189 del Codice della Strada che tutela il bene primario della vita e dell’integrità fisica.
La normativa prevede due distinte fattispecie:
- l’obbligo di fermarsi (comma 6)
- l’obbligo di prestare assistenza alle persone ferite (comma 7)
La prima finalizzata a garantire l’identificazione dei soggetti coinvolti e la ricostruzione delle modalità del sinistro; la seconda diretta ad assicurare che le persone ferite non rimangano prive della necessaria assistenza.
Inoltre, la fuga compromette la ricostruzione della dinamica e rende più difficile quantificare i danni: per questo la legge prevede conseguenze penali a carico di chi si allontana e consente alla vittima di chiedere un risarcimento rafforzato, includendo le ripercussioni psicologiche e l’aggravio di sofferenza legato all’essere stati abbandonati dopo l’incidente.
Cosa fare subito se l'altro conducente è fuggito
Dopo l’impatto, la priorità è mettere in sicurezza le persone e chiamare il 112. Anche se pensi di stare bene, recati in Pronto Soccorso: il referto con data/ora e dinamica riferita è la base del nesso causale.
Subito dopo, va cristallizzata la scena: scatta foto della posizione del tuo veicolo, dei danni e di eventuali tracce (vernice, frammenti, segni d’urto), annota orario preciso e luogo, verifica se ci sono telecamere (condomini, esercizi commerciali, dashcam) e chiedi ai presenti di lasciare nome e contatto.
Se ricordi parte della targa, colore o modello, segnalalo alle forze dell’ordine: incroci con varchi, ZTL e impianti di videosorveglianza possono aiutare a identificare il responsabile.
Nelle 24/48 ore successive, sporgi denuncia/querela (anche contro ignoti): serve a far partire le ricerche del veicolo in fuga, richiedere sequestri e acquisizioni dei video pubblici/privati e bloccare il rischio di perdita delle prove. In parallelo, avvisa la tua assicurazione dell’accaduto, ma prima confrontati con un avvocato esperto di infortunistica: impostare correttamente le prime comunicazioni (dinamica, lesioni, testimoni, richiesta filmati) evita incongruenze che più avanti possono costare tempo e denaro.
Se il veicolo responsabile rimane ignoto o risulta non assicurato, è comunque possibile attivare il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
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Responsabilità penale e profili civili: cosa cambia per il risarcimento
L’omissione di soccorso stradale viaggia contemporaneamente su due piani distinti.
Sul piano penale, la condotta di fuga può portare a misure restrittive, indagini accelerate e, nei casi gravi, all’arresto in flagranza. L’art. 189 del Codice della Strada prevede la reclusione da sei mesi a tre anni per chi non si ferma in caso di incidente con danno alle persone (comma 6) e da un anno a tre anni per chi non presta assistenza alle persone ferite (comma 7).
Sul piano civile, la violazione degli obblighi di fermarsi e prestare aiuto pesa nella valutazione complessiva della responsabilità e rafforza la posizione risarcitoria della vittima.
In concreto, la fuga rende più difficile la dinamica? Sì, ma non impedisce il riconoscimento del diritto: con un dossier probatorio adeguato (referti, foto, testimoni, tracciati video) si dimostra l’urto, il nesso con le lesioni e l’ingiustizia del danno.
E se il veicolo non viene identificato o risulta non assicurato, l’ordinamento prevede il ricorso al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, che consente di ottenere comunque il ristoro, pur con regole e limiti specifici. Il nostro compito è coordinare i due piani: denunciare il reato, ma soprattutto portare a casa il risarcimento.
Come si prova la pirateria stradale e come si individuano i responsabili
La cosiddetta pirateria stradale richiede un lavoro metodico sulle prove. L’esperienza ci dice che i casi risolti più rapidamente sono quelli in cui si agisce subito: richiesta di conservazione dei filmati entro poche ore, verifica delle dashcam dei veicoli che si trovavano in coda o in prossimità, acquisizione delle immagini di negozi e condomìni, rilievi fotografici della sede stradale con riferimenti spaziali e temporali, testimonianze raccolte in modo ordinato.
Anche piccoli dettagli fanno la differenza: un fanale particolare, una pellicola sui vetri, l’orario di uscita da un parcheggio video-sorvegliato.
Quando l’auto viene poi rintracciata, le compatibilità tra danni (altezza dell’urto, residui di vernice) diventano il perno dell’attribuzione di responsabilità. Se l’autore non viene individuato, la pratica prosegue comunque con il Fondo: qui la qualità della prova tecnica e medica è decisiva per superare le contestazioni.
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Risarcimento per omissione di soccorso: voci di danno e strategie
Il cuore della nostra azione è il risarcimento per omissione di soccorso.
La fuga del responsabile incide significativamente sul danno: l’essere stati lasciati senza aiuto, l’attesa dei soccorsi, la paura di non essere trovati possono aggravare la sofferenza risarcibile.
Come evidenziato dalla giurisprudenza, l’assistenza che si richiede di prestare a chi causa un incidente comprende ogni forma di aiuto di ordine morale e materiale richiesto dalle circostanze del caso, riflettendo le pregiudicate condizioni psichiche, fisiche e relazionali in cui improvvisamente viene a trovarsi la vittima.
In presenza di pirateria stradale, chiediamo che questi aspetti siano personalizzati nella quantificazione, motivando con documenti clinici, testimonianze e, quando opportuno, relazione psicologica.
La strategia è semplice ma rigorosa: dossier completo al primo invio, perizia medico-legale solida, valorizzazione delle spese future e delle ricadute concrete sulla vita della persona, trattativa serrata e, se l’offerta è inadeguata, negoziazione assistita e azione giudiziale.
Tempi e modalità della pratica risarcitoria
I tempi del risarcimento dipendono da tre fattori: identificazione del veicolo, gravità delle lesioni e completezza della documentazione.
Se il responsabile viene individuato e le lesioni sono lievi, la pratica può chiudersi in alcuni mesi; con lesioni personali significative è prudente attendere la stabilizzazione clinica prima della quantificazione definitiva, per evitare offerte al ribasso.
Nei casi di veicolo ignoto o non assicurato la rotta passa per il Fondo di Garanzia, che richiede un impianto probatorio più robusto e tempi tecnici più lunghi, ma permette comunque di ottenere il risarcimento per pirateria stradale. L’art. 287 del Codice delle Assicurazioni prevede che l’azione per il risarcimento possa essere proposta solo dopo che siano decorsi sessanta giorni dalla richiesta di risarcimento inviata all’impresa designata.
In ogni scenario, inviare alla controparte o al Fondo un pacchetto documentale completo (referti, follow-up, scontrini/fatture, certificazioni lavorative, fotografie, richieste/risposte di rimozione video, verbali) accelera l’istruttoria e alza la probabilità di un’offerta congrua. Noi ci occupiamo di tutto: dal primo sollecito formale all’eventuale perizia di parte, fino alla definizione stragiudiziale o al giudizio, se necessario.
FAQ - Domande frequenti sull'omissione di soccorso
Sì. Se il responsabile non viene identificato o non è assicurato, si può attivare il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada. La chiave è provare urto, lesioni e nesso causale.
Chiama il 112, vai al Pronto Soccorso, fotografa scena e danni, raccogli testimoni e segnala telecamere. Contatta un avvocato esperto in sinistri stradali per avviare subito le richieste.
L’omissione di soccorso è penalmente rilevante e, sul piano civile, incide sulla personalizzazione del danno non patrimoniale (sofferenza, paura, frustrazione, solitudine post-urto) se adeguatamente documentata.
Sì. Spesso si risale al veicolo con telecamere pubbliche/private, varchi ZTL, dashcam e testimonianze. In alternativa, si attiva il Fondo con un dossier probatorio completo.
Il termine ordinario è di 2 anni per danni da circolazione stradale, ma in alcuni casi può essere più lungo (es. se il fatto costituisce reato). È sempre consigliabile agire subito, per evitare decadenze e per facilitare la raccolta delle prove.
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