CAUSA DI SERVIZIO: PENSIONE PRIVILEGIATA ED EQUO INDENNIZZO:

Hai bisogno di un consulto veloce da parte di uno dei nostri esperti?

Avv. Maurizio Lazzari
Studio Legale Lazzari

SIAMO ESPERTI IN CAUSE DI SERVIZO

COSA POSSIAMO GARANTIRE AI NOSTRI CLIENTI:
  • massima serietà
  • competenza ed esperienza
  • presenza in tutta Italia

Il punto di partenza è un’analisi iniziale gratuita, quello di arrivo è la sentenza del giudice che riconosce al personale appartenente alle Forze Armate e di Polizia i trattamenti economici connessi alla causa di servizio.

TI TROVI IN UNA DI QUESTE SITUAZIONI

Mentre prestavi
il tuo servizio,
hai contratto una malattia
o subito una lesione
che ti ha causato
un’invalidità permanente?

Un tuo familiare
è deceduto durante
lo svolgimento dei
propri doveri
d’ufficio?

A causa del servizio
prestato hai subito
un’infermità che ha
ridotto irreversibilmente
la tua capacità
lavorativa?

Causa di servizio: la pensione privilegiata e l’equo indennizzo

Da tempo il nostro Studio si occupa della gestione di pratiche di diritto previdenziale relative al rapporto di pubblico impiego.

Negli ultimi anni, un notevole incremento di questa tipologia di casi, ha indotto il nostro Studio a istituire un gruppo di professionisti dedicato esclusivamente a tale peculiare materia.
Può accadere, infatti, che il dipendente pubblico appartenente alle Forze Armate, alle Forze di Polizia o ai Vigili del Fuoco, durante la prestazione del proprio servizio, possa contrarre una malattia o subire una lesione talmente grave da compromettere il suo stato di salute; in tutti questi casi, il dipendente potrà ottenere dall’Amministrazione di appartenenza il preliminare riconoscimento che l’infermità o la lesione dipendano da una “causa di servizio”, e sulla base di tale accertamento potrà conseguire una pluralità di benefici, tra cui meritano separata menzione: la pensione privilegiata e l’equo indennizzo.

Per garantire ai nostri clienti il miglior risultato possibile, esaminiamo attentamente ogni questione sia sotto il profilo giuridico sia sotto il profilo medico. Chi si rivolge al nostro Studio, infatti, ha la garanzia di essere seguito anche da un team formato dai migliori medici-legali e specialisti della zona.

Se pensi di aver subito un danno alla tua integrità psico-fisica a causa del servizio prestato, contatta il nostro Studio Legale che da anni si occupa di casi di questo tipo.

Scegli la sede a Te più vicina:

  • Bologna
  • Lecce
  • Roma

Ci spiegherai la Tua vicenda e solo successivamente

se ci saranno i presupposti e deciderai di proseguire con la pratica, ci farai avere tutti i referti in tuo possesso, ed eventualmente quelli che Ti consiglieremo di procurarti.

Questa fase preliminare è estremamente importante perché, prima di intraprendere una qualunque iniziativa, è necessario verificare, in maniera approfondita, se esistono gli estremi per agire nei confronti della Pubblica Amministrazione presso cui hai svolto, o continui a svolgere, la tua prestazione lavativa.
Rivolgersi al nostro Studio Legale è quindi la migliore soluzione per Te per fare in modo che i Tuoi diritti vengano concretamente tutelati.

Le pratiche di questo tipo si presentano particolarmente complesse, poiché sono diversi gli aspetti che occorre analizzare per conseguire il giusto indennizzo per la menomazione che hai sofferto: l’insorgenza di una patologia o di una lesione che pregiudichi la salute del lavoratore; accertamento del nesso causale tra l’infermità patita dal dipendente e lo svolgimento dei suoi doveri d’ufficio o verificare se se il lavoro svolto abbia concorso con altri fattori nel cagionare un’infermità o delle lesioni.

Noi saremo impegnati a far luce su ognuno di questi aspetti e, successivamente, a garantirti i benefici economici a te dovuti.
Il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio può dare diritto ad alcuni benefici, tra i quali, oltre all’anzidetta pensione privilegiata, rientrano: l’equo indennizzo; l’esenzione dal ticket sanitario; l’esenzione dal rispetto delle fasce di reperibilità in occasione delle visite fiscali; la preferenza nelle graduatorie dei concorsi pubblici.

Contattaci quindi ai nostri numeri telefonici per un primo colloquio o per intraprendere subito una “causa di servizio” al fine di essere quanto prima indennizzato per il danno da Te subito. Noi metteremo a Tua disposizione tutti gli strumenti migliori perché Tu abbia la dovuta soddisfazione nel minor tempo possibile!

I prossimi passi:

Ecco quali sono i prossimi passi per conseguire la pensione privilegiata e l’equo indennizzo

1

ESAME DEL CASO

Valutiamo gratuitamente la tua situazione; tu dovrai solo descriverci l’accaduto e raccogliere la documentazione che ti chiederemo di procurati.

2

RACCOLTA DELLA DOCUMENTAZIONE E PERIZIA MEDICO LEGALE

Verrai ricevuto da un nostro medico legale, il quale, sulla base della tua storia clinica e dei referti medici raccolti, valuterà attentamente il tuo caso: se il medico riscontrerà un collegamento tra l’invalidità subita e i fatti di servizio, redigerà una perizia su cui fonderemo le nostra istanza di pensione privilegiata e/o equo indennizzo.

3

PROCEDURA AMMINISTRATIVA

In primo luogo, presenteremo apposita domanda alla tua amministrazione di appartenenza chiedendo il riconoscimento dei benefici economici di tua spettanza.

4

PROCEDURA GIUDIZIARIA

Se non riusciremo a far valere i tuoi diritti in sede amministrativa, impugneremo il provvedimento di rigetto davanti alla Corte dei Conti.

5

SENTENZA

In base alla nostra esperienza, il giudizio termina con una sentenza che riconosce il diritto a percepire la pensione privilegiata, l’equo indennizzo o le altre prestazioni economiche relative alla causa di servizio.

Possiamo seguire la tua causa anche nella tua città

Tre sedi operative e decine di Avvocati in tutta Italia

  • Bologna

  • 051.6447519
  • info.bo@studiolegalelazzari.it
  • Lecce

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  • Roma

  • 06.56568694
  • info.ro@studiolegalelazzari.it

Testimonianze

ENRICO

Sono stato dirigente del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Durante lo svolgimento del servizio ho contratto una “coxalgia da artrosi all’anca destra ”. Ho così presentato istanza di accertamento dei causa di servizio, chiedendo contestualmente il riconoscimento della pensione privilegiata; tuttavia, la C.M.O. mi ha negato il trattamento pensionistico privilegiato. È stato merito dello Studio Lazzari se il giudice ha riscontrato la grave svista della C.M.O. attribuendomi la pensione privilegiata di 7^ categoria.

ALESSIO

Sono un aviere in servizio; pochi anni fa, durante il turno di guardia, mi sono gravemente infortunato in corrispondenza delle vertebre lombo-sacrali; a fronte di tale evento, ho richiesto di essere sottoposto a visita sanitaria affinché la commissione medica accertasse la causa di servizio. Inaspettatamente, il Ministero ha respinto la mia istanza. Fondamentale è risultata l’assistenza offerta dallo Studio legale Lazzari, infatti, grazie alla sua assistenza la Corte dei Conti mi ha attribuito la pensione privilegiata.

ROBERTO

Sono un militare in pensione. Nel 2003, durante un’esercitazione, subì la frattura dell’arto inferiore, riconosciuta dipendente da causa di servizio; nel marzo del 2008, data del pensionamento, mi è stata attribuita con ascrizione alla 7^ categoria Tab. A. Tuttavia, con il passare degli anni, sono emerse nuove patologie, cosi mi sono rivolto all’Avv. Mario Lazzari, il quale mi fece subito visitare da un esperto in ortopedia, per capire se ci fosse  qualche legame tra la prima e le nuove patologie: il medico confermò  che le nuove infermità fossero collegate al trauma già riconosciuto dipendente dal causa di servizio; L’avv. Lazzari inoltro subito la domanda di aggravamento, ma fu respinta dal Ministero in seguito ad una diagnosi negativa della CMO; il provvedimento di diniego venne, successivamente, impugnato dall’Avv. Lazzari davanti alla Corte dei Conti, che ha riconosciuto l’ aggravamento, ascrivendo il complesso patologico alla 5 Cat. della Tab. A, a vita; Devo dire grazie all’Avv. Mario Lazzari, un vero professioniste, esperto e competente come pochi nel settore delle cause di servizio.

Oltre alla consulenza legale
pensiamo anche a tutto il resto

Uno dei principali punti di forza del nostro Studio è l’analisi congiunta del caso da parte dell’avvocato e del medico legale più adatto alla situazione del cliente.
Se, ad esempio, la causa di servizio riguarda un infortunio all’anca, per prima cosa, lo Studio Lazzari metterà a disposizione un medico legale specializzato in ortopedia, che riceverà il cliente e darà risposta ad ogni suo dubbio e interrogativo.

Dopo aver esaminato la documentazione medica fornita dall’assistito e accertato l’esistenza di un nesso causale tra le infermità subite e i fatti di servizio, il medico legale redigerà opposita perizia su cui fonderemo la nostra domanda tesa a ottenere i benefici economici connessi alla causa di servizio: questo nostro modo di operare, ci consente nella maggior parte dei casi di definire la pratica con SUCCESSO NEL MINOR TEMPO POSSIBILE.

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Scegli uno studio legale in base alla sua specializzazione
e non fermarti al luogo in cui ha sede

Di Solito, CHI HA SUBITO UN INFORTUNIO O CONTRATTO UNA PATOLOGIA A CAUSA DEL SERVIZIO PRESTATO ritiene che la cosa migliore da fare sia quella di rivolgersi a uno studio legale a lui vicino, situato nella sua stessa città o comunque non troppo distante dalla zona in cui vive.

A nostro avviso, questo modo di pensare non è propriamente corretto perché ciò che realmente conta è richiedere consulenza a uno studio legale che, negli anni, abbia maturato una solida esperienza in un determinato settore giuridico.
In altri termini, la vicinanza dello studio legale al luogo in cui risiedi, è un elemento che certamente non sarà decisivo per il buon esito della tua pratica; l’aspetto che invece risulta essere fondamentale, l’unico realmente in grado di aumentare le tue chances di successo, è quello di essere assistiti da avvocati effettivamente qualificati nel settore delle cause di servizio.

Ricorda che il nostro Studio si avvale del contributo dei MIGLIORI MEDICI LEGALI SPECIALIZZATI, i quali verranno scelti in base alla branca d’interesse della persona assistita.

Per Noi è del tutto indifferente il luogo in cui presti o hai prestato i fatti di servizio: pertanto, sia che tu operi presso la Caserma dei Carabinieri di Napoli, o presso il nucleo della Guardia di Finanza di Torino, piuttosto che nella la Stazione di Polizia di Taranto, saremo sempre in grado di gestire agevolmente la tua causa sia in sede amministrativa che, eventualmente, in quella giudiziale, poiché il nostro Studio, oltre alle 3 sedi principali di Lecce, Roma e Bologna , vanta oltre 70 domiciliazioni, che ci consentiranno di garantire un’adeguata assistenza su tutto il territorio nazionale.

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Prestiamo assistenza e consulenza
in tutta Italia

Lo Studio Legale Lazzari opera in tutta Italia e mette al Tuo servizio l’esperienza e la competenza dei suoi professionisti.

Il tuo unico “impegno” sarà quello di inviarci copia della documentazione medica e amministrativa in tuo possesso (o che ti chiederemo di procurarti, se non l’hai ancora fatto). La documentazione ricevuta sarà, poi, esaminata dai nostri medici legali, i quali dovranno preliminarmente verificare se l’infortunio o l’infermità dipenda o meno dai fatti di servizio; oppure se la Pubblica amministrazione ti ha già riconosciuto la causa di servizio, i medici legali verificheranno se il giudizio medico espresso dalla C.M.O. competente sia o meno corretto.

Nel caso in cui venisse riscontrata un effettivo collegamento tra l’invalidità e il servizio prestato o l’erroneità del giudizio diagnostico espresso dalla C.M.O. competente, sarà redatta una perizia medico legale, su cui fonderemo la richiesta di pensione privilegiata, di equo indennizzo e/o delle altre prestazioni previdenziali ed assistenziali previste per le cause di servizio.

L’ATTIVITÀ SVOLTA SARÀ PER TE COMPLETAMENTE GRATUITA IN CASO DI ESITO NEGATIVO.

In altre parole, anche se l’esito della TUA pratica dovesse risultare sfavorevole, Nessuna spesa ti sarà addebitata per la consulenza ricevuta dal nostro Studio.

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Avvocati esperti in risarcimenti da infortuni sul lavoro o malattie professionali

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Domande frequenti

Come si ottiene il preliminare riconoscimento della dipendenza d’infermità da “causa di servizio”?

Il dipendente pubblico, che veda compromesso il suo stato di salute per aver contratto un’infermità o per aver subito una lesione, può ottenere dalla propria Amministrazione il riconoscimento che l’infermità o la lesione dipendano da causa di servizio, che siano, cioè, dovuti al servizio prestato.
Il danno, che può consistere in una qualsiasi menomazione dell’integrità fisica, psichica o sensoriale, può, a sua volta, essere determinato da una malattia dovuta allo svolgimento dell’attività lavorativa protratto per un certo tempo o da un infortunio.
Può essere riconosciuto come dipendente da causa di servizio anche il c.d. infortunio in itinere cioè l’infortunio occorso al lavoratore nel tragitto abitazione – posto di lavoro o viceversa.
Il riconoscimento della dipendenza d’infermità o lesione da causa di servizio è pronunciato dalla Pubblica Amministrazione a conclusione di un apposito procedimento amministrativo.
Detto procedimento, che può essere iniziato per atto di parte – o d’ufficio, è finalizzato, previo accertamento della dipendenza d’infermità da causa di servizio, a ottenere una pluralità di benefici tra cui la pensione privilegiata e l’equo indennizzo;
La domanda di riconoscimento della causa di servizio deve essere presentata dal pubblico dipendente entro sei mesi dalla data in cui si è verificato l’evento dannoso o da quella in cui l’interessato ha avuto conoscenza dell’infermità o della lesione;

Che cos’è la pensione privilegiata

La pensione privilegiata, spetta al dipendente pubblico che diventi inidoneo al servizio in modo assoluto e permanente per infermità derivanti da causa di servizio; si chiama “privilegiata” perché (è sufficiente anche un solo giorno di servizio).
La pensione privilegiata non va ad aggiungersi alla pensione normale relativa allo stesso rapporto d’impiego che l’ha originata, ma la sostituisce. Essa è invece cumulabile con un trattamento economico per prestazione di altra attività lavorativa o con un altro trattamento di quiescenza, purché spettante a seguito di attività lavorativa prestata nell’ambito di un diverso rapporto di lavoro.

Quali categorie di pubblici dipendenti possono richiedere questo beneficio economico?

Dal 6 dicembre 2011 sono stati abrogati gli istituti del riconoscimento della dipendenza d’infermità da causa di servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di servizio, dell’equo indennizzo e della pensione privilegiata e per i dipendenti pubblici è prevista soltanto la tutela dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali
Tuttavia, la suddetta abrogazione NON si applica nei confronti del personale appartenente al comparto sicurezza (Polizia di Stato, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Penitenziaria), difesa (Forze Armate, Carabinieri, Guardia di Finanza), Vigili del fuoco e soccorso pubblico.
Diversa, quindi, è la situazione per il personale civile pubblico, nei confronti del quale, a fronte dell’abrogazione dei succitati istituti, viene comunque applicata la tutela INAIL per gli infortuni e le malattie di natura professionale, con la medesima disciplina prevista nel settore privato (scarica la guida gratuita sul riconoscimento dell’indennizzo per infortunio sul lavoro INAIL)

Entro quali termini occorre presentare la domanda di pensione privilegiata?

L’iniziativa per avviare il procedimento finalizzato alla liquidazione della pensione privilegiata è d’ufficio quando la cessazione dal servizio per inidoneità assoluta e permanente sia dovuta ad infermità riconosciuta, in costanza di servizio o all’atto della risoluzione del rapporto, dipendente da causa di servizio.
Altrimenti, l’iniziativa è a domanda, come nel caso in cui l’inidoneità assoluta e permanente al momento della cessazione sia dovuta ad infermità o lesioni che, all’atto della risoluzione del rapporto di lavoro, non siano state ancora riconosciute come dipendenti da causa di servizio. In questa ipotesi l’interessato, entro cinque anni dalla cessazione, può chiedere che si proceda a tale riconoscimento (termine elevato a dieci anni in caso di parkinsonismo o in caso di invalidità derivanti da infermità ad eziopatogenesi non definita o idiomatica).
Nel caso in cui il dipendente abbia già chiesto ed ottenuto il riconoscimento della dipendenza di infermità da causa di servizio, la giurisprudenza ha ritenuto, per quanto riguarda i dipendenti dello Stato, che la domanda di pensione privilegiata possa essere presentata, dopo la cessazione, senza limiti di tempo, in virtù del principio di imprescrittibilità del diritto a pensione.
Affinché la pensione privilegiata sia riconosciuta al dipendente pubblico dalla data di cessazione dal servizio, la relativa domanda deve essere presentata entro due anni dalla cessazione stessa.
Qualora la domanda venga presentata oltre il predetto termine biennale, il pagamento della pensione decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda stessa, con conseguente prescrizione dei ratei precedentemente maturati.

Qual è la natura giuridica di questo beneficio ?

È stata affermata la natura retributiva della pensione privilegiata, che è integrativa della pensione ordinaria normale; per questo motivo essa, al pari di quest’ultima, è assoggettata all’IRPEF.
Viceversa, il trattamento pensionistico tabellare, corrisposto ai militari in servizio di leva, i quali intrattengono con il pubblico potere un rapporto di servizio obbligatorio – e non il tipico rapporto di servizio volontario qualificato come di impiego – ha natura indennitaria (al pari dell’equo indennizzo) ed è pertanto esente da IRPEF.

In caso di aggravamento, è possibile richiedere la revisione della pensione privilegiata già erogata?

Il pensionato può chiedere, in ogni tempo, che venga riconosciuto l’aggravamento delle infermità o lesioni per le quali gli è stato attribuito il trattamento di pensione privilegiata. Può chiedere il riconoscimento dell’aggravamento, ai fini della pensione privilegiata, anche il dipendente al quale detto beneficio sia stato negato.
Se, eseguiti i prescritti accertamenti sanitari, la domanda è respinta, essa può essere rinnovata non più di due volte per la stessa infermità o lesione. È ammessa tuttavia un’ulteriore istanza (la quarta) solo dopo che siano trascorsi dieci anni dalla data in cui è stata presentata la domanda definita con il terzo provvedimento negativo per non riscontrato aggravamento.
La pensione spettante in caso di aggravamento decorre dal primo giorno del mese successivo a quello della presentazione della domanda oppure, qualora risulti più favorevole, dalla data della visita medica.

Gli eredi del dipendente pubblico deceduto per causa di servizio hanno diritto alla pensione privilegiata di reversibilità?

Si, la pensione privilegiata di reversibilità viene erogata in favore dei superstiti del pubblico dipendente, deceduto in attività di servizio o in quiescenza, qualora la causa della morte sia riconducibile a fatti di servizio o interdipendente con infermità già riconosciute tali.
Si evidenzia, infine, che gli eredi possono percepire, in via cumulativa, tanto l’equo indennizzo quanto la pensione privilegiata di reversibilità;

EQUO INDENNIZZO-

Che cos’è l’equo indennizzo?

L’equo indennizzo consiste in una somma di denaro corrisposta una tantum (ossia in un’unica soluzione) al dipendente dall’Amministrazione di appartenenza. L’equo indennizzo è attribuito al pubblico dipendente che abbia subito un’invalidità permanente dovuta a fatti di servizio, indipendentemente da responsabilità della Pubblica Amministrazione e prescindendo dall’eventuale contemporanea o successiva concessione della pensione privilegiata per la stessa infermità menomante.

Quali categorie di pubblici dipendenti possono richiedere questo beneficio economico?

Come già accennato con riferimento alla pensione privilegiata, anche l’istituto della all’equo indennizzo è stato abrogato dal Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201.
Tuttavia, tale abrogazione non si applica nei confronti del personale appartenente al comparto sicurezza (Polizia di Stato, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Penitenziaria), difesa (Forze Armate, Carabinieri, Guardia di Finanza), Vigili del fuoco e soccorso pubblico;
Perché possa essere attribuito il trattamento di privilegio al personale delle forze dell’ordine e militare non sempre è indispensabile il requisito dell’inabilità al servizio, potendo essere invece sufficiente a tal fine il riconoscimento della causa di servizio con iscrizione a categoria tabellare.

Quali presupposti devono ricorre per il suo riconoscimento?

Una lesione o un’infermità dovuta per causa di servizio è indennizzata in presenza dei seguenti requisiti:

1. che l’infermità sia stata giudicata dipendente da causa di servizio;
2. che dell’infermità sia derivata un’invalidità, cioè una menomazione dell’integrità psico-fisica ascrivibile ad una delle categorie di cui alle Tabelle A e B allegate al DPR 30.12.1981, n. 834,;
3. che tale menomazione si sia definitivamente stabilizzata;
4. che la relativa domanda di riconoscimento della causa di servizio sia stata presentata entro sei mesi dalla data in cui si è verificato l’evento dannoso o da quella in cui l’interessato ha avuto conoscenza dell’infermità;
5. che il dipendente abbia presentato un’apposita domanda di concessione dell’equo indennizzo.

Entro quali termini occorre presentare la domanda?

La domanda di equo indennizzo può essere presentata contestualmente all’istanza diretta ad ottenere il riconoscimento della causa di servizio oppure può essere prodotta nel corso del procedimento, entro il termine di dieci giorni dalla ricezione della comunicazione dell’invio degli atti al Comitato di verifica per le cause di servizio, oppure entro sei mesi dalla notifica del provvedimento di riconoscimento.
L’equo indennizzo è concesso con provvedimento dell’Amministrazione di appartenenza.
In caso di esito negativo, il provvedimento può essere impugnato dinanzi alla competente autorità giurisdizionale che varia a seconda che si tratti di dipendente civile o militare.

Qual è la natura giuridica dell’equo indennizzo?

L’equo indennizzo non riveste, natura risarcitoria, né retributiva, ma piuttosto natura indennitaria al pari di altre indennità conferite dalla Pubblica Amministrazione ai propri dipendenti.

In caso di aggravamento della menomazione, è possibile richiedere la revisione dell’indennizzo già concesso?

Si, entro il termine di cinque anni dalla data di comunicazione del provvedimento di liquidazione dell’equo indennizzo, il dipendente, in caso di aggravamento della menomazione dell’integrità fisica, psichica o sensoriale per la quale è stato concesso l’equo indennizzo, può, per una sola volta, chiedere all’Amministrazione, con apposita istanza, la revisione dell’equo indennizzo già concesso.

Gli eredi del dipendente pubblico deceduto possono presentare domanda di equo indennizzo?

Sì, la domanda per l’equo indennizzo può essere presentata anche dagli eredi del dipendente pubblico e del pensionato entro sei mesi dal decesso, purché l’evento sia giudicato dipendente o interdipendente da causa di servizio. In tal caso, l’indennizzo agli eredi è determinato nella misura massima prevista per le menomazioni riconducibili alla prima categoria.

In quali casi l’equo indennizzo subisce delle riduzioni?

L’art. 49 del DPR n. 686/1957 prevede la riduzione dell’importo dell’equo indennizzo, nella misura del 25% se il dipendente ha superato i cinquanta anni di età e del 50% se ha superato il sessantesimo anno; l’età a cui si fa riferimento è quella che il dipendente aveva al momento dell’evento dannoso, momento che va identificato con la data di conoscibilità dell’infermità quale risulta dal verbale di visita medica collegiale.
Ai sensi dell’art. 50 del DPR n. 686/1957 l’equo indennizzo è altresì ridotto del 50% se il dipendente ottiene contestualmente la pensione privilegiata; mentre se essa è riconosciuta in seguito, la metà è recuperata mediante trattenute mensili del 10% sulla pensione.

È possibile ottenere l’equo indennizzo congiuntamente all’indennizzo INAIL per malattia professionale?

No, non è possibile. L’art. 50 del DPR n. 686/1957 prevede che vada dedotto dall’equo indennizzo quanto eventualmente percepito dal dipendente in virtù di assicurazione a carico dello Stato o di altra Pubblica Amministrazione come, ad esempio, le somme corrisposte dall’INAIL a titolo di indennizzo o rendita.