Malasanità

Responsabilità da errore medico: risarcimenti da malasanità

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Malasanità risarcimento danni.

Da sempre ci occupiamo di pratiche di responsabilità medica e sanitaria in tutta Italia, ma è soprattutto negli ultimi anni che abbiamo registrato un notevole aumento dei casi di risarcimento danni da errore medico che ci vengono affidati, segno che il fenomeno della “malasanità” sta purtroppo sempre di più dilagando.

Per assicurare ai nostri clienti il miglior risultato possibile, esaminiamo attentamente ogni questione sia sotto il profilo giuridico che medico legale. Chi si rivolge al nostro Studio, infatti, ha la garanzia di essere seguito anche da un team dei migliori medici-legali e specialisti della zona.

Se pensi di essere stato vittima di un caso di malasanità, contatta  il nostro Studio Legale che si occupa da anni di errori medici . Scegli la sede a Te più vicina:  Bologna, Lecce o Roma. Ci spiegherai la Tua vicenda e solo successivamente, se ci saranno i presupposti e deciderai di proseguire con la pratica, ci farai avere tutti i referti in tuo possesso, ed eventualmente quelli che Ti consiglieremo di procurarti.

Il Tuo caso verrà esaminato da noi insieme al medico legale più adatto alla tua situazione. Se non ci saranno i presupposti per agire contro chi Ti ha procurato il danno, i documenti Ti saranno restituiti, senza che Tu debba pagare nulla. Ci sembra infatti non corretto nei confronti di chi ha subito un danno medico ingiusto, gravarlo di ulteriori disagi e costi per dover rimediare all’errore di qualcun altro.

Se invece verranno ravvisati profili di responsabilità, verrà redatta una perizia medico-legale, che servirà per tutte le fasi successive della tua pratica.

Questa fase preliminare è di fondamentale importanza perché, prima di intraprendere una qualunque iniziativa, è necessario verificare in maniera approfondita se ricorrano i presupposti di legge per sostenere la responsabilità del medico o della struttura ospedaliera.

Ora Ti starai chiedendo perché affidare la Tua pratica così delicata a questo Studio Legale, e non magari ad una agenzia di infortunistica,  di cui avrai sentito la pubblicità.

Perché anche loro sono costrette a rivolgersi a degli Avvocati. L’Avvocato è infatti la sola figura qualificata che possa interfacciarsi con strutture ospedaliere e medici, e ad essere legittimata ad intraprendere all’occorrenza un’azione giudiziaria nei confronti di questi.

Rivolgersi al nostro Studio Legale è quindi la migliore soluzione per Te per fare in modo che i Tuoi diritti vengano veramente tutelati.

Le pratiche di malasanità presentano particolari complessità, perché sono molteplici gli aspetti che occorre analizzare per ottenere i giusti risarcimenti.

Diagnosi errata o ritardata, negligenza o imperizia da parte del medico o della sua equipe, intervento mal riuscito o tardivo, errata somministrazione di farmaci, mancanza del consenso informato; questi e molti altri sono i fattori che contribuiscono a modificare il successo della causa.

Noi saremo impegnati a far luce su ognuno di questi aspetti, e successivamente a garantirti i risarcimenti di tutti i danni a Te dovuti. In primo luogo il danno non patrimoniale, nelle sue varie sottocategorie del danno biologico, danno morale, danno esistenziale e danno da perdita del rapporto parentale; poi il danno patrimoniale, sia sotto il profilo del danno emergente (costi sostenuti per riparare il danno, spese mediche, ecc.) che del lucro cessante (mancati guadagni determinati dalla prolungata malattia).

Contattaci quindi ai nostri numeri telefonici per un primo colloquio o per fare una denuncia per malasanità o per denunciare un errore medico o per intraprendere un’azione di risarcimento danni al fine di essere indennizzato per il danno medico subito.

Hai 10 anni di tempo per chiedere il risarcimento, o per interrompere la prescrizione. Noi metteremo a Tua disposizione tutti gli strumenti migliori perché Tu abbia la dovuta soddisfazione nel minor tempo possibile!

 

FAQ

Di seguito riportiamo le domande  più frequenti in tema di responsabilità medica e sanitaria che ci vengono sottoposte dai nostri Clienti. Per qualsiasi dubbio, non esitare a contattarci.

1.Vi è differenza tra la responsabilità della struttura pubblica, rispetto a quella privata?

No. La responsabilità della struttura sanitaria è la medesima, sia che si tratti di una casa di cura privata che di un ospedale pubblico. Infatti, a livello normativo, gli obblighi verso i pazienti sono sostanzialmente equivalenti, anche in considerazione del fatto che si tratta di violazioni che incidono sul bene della salute tutelato quale diritto fondamentale dalla Costituzione, senza possibilità di limitazioni di responsabilità o differenze risarcitorie a seconda della diversa natura, pubblica o privata, della struttura sanitaria (Cass. SS.UU 11.01.2008 n. 577);

2.La responsabilità della struttura sanitaria coincide sempre con quella del medico? Non sempre. L’errore del medico si ripercuote anche sulla struttura sanitaria, ma non viceversa in quanto sussistono casi nei quali la responsabilità è della sola struttura. Si tratta dei casi in cui il danno medico subito dal paziente risulti causalmente riconducibile all’inadempimento degli obblighi che incombono su quest’ultima. È il caso, per esempio, in cui vi sia una insufficienza delle apparecchiature predisposte per evitare prevedibili emergenze o complicazioni ovvero nei casi di ritardo nel trasferimento del paziente presso un centro ospedaliero attrezzato (Cass. 11.05.2009 n. 10743);

3.Risponde la struttura sanitaria se l’intervento è effettuato dal medico di fiducia del paziente? Si, se il medico di fiducia è inserito nella struttura sanitaria. La prestazione del medico anche se di fiducia é infatti necessaria per l’esecuzione della prestazione dell’ente che si obbliga alla messa a disposizione del personale medico, paramedico e delle attrezzature necessarie per l’intervento (Cass. 14.07.2004 n. 13066). Nel caso di medico di fiducia estraneo alla struttura, questa può rispondere se i mezzi usati dal medico siano considerati pericolosi (ex art. 2050 cc) ovvero in quanto custode delle strutture o apparecchiature (ex art. 2051 cc).

4.Come sono ripartiti gli oneri della prova tra paziente e struttura? La responsabilità dei sanitari ha natura contrattuale in quanto fondata o su un contratto d’opera intellettuale professionale o sul “contatto sociale”. Il danneggiato deve provare il contratto o il contatto sociale, l’aggravamento o l’insorgere della situazione patologica ed il nesso di causalità con l’azione o l’omissione dei sanitari. Questi, invece, devono provare che la prestazione professionale è stata eseguita in modo diligente e che gli esiti negativi sono stati determinati da un evento imprevisto e imprevedibile. In ogni caso, l’insuccesso totale o parziale di un intervento di routine o con alta probabilità di successo, tuttavia, implica di per sé la prova del nesso di causalità. In sostanza, il paziente che sostenga di avere subito un danno alla salute o il mancato miglioramento delle sue condizioni di salute, deve solo provare l’esistenza del rapporto col sanitario e l’insuccesso dell’intervento, mentre sarà il sanitario a dover provare di avere adempiuto la sua obbligazione, ovvero che l’insuccesso è dipeso da fattori indipendenti dal proprio operato.

5.La struttura sanitaria è responsabile per difetto di organizzazione? Si, indipendentemente dal fatto che sia pubblica o privata. I criteri di buona organizzazione sono i seguenti:  a) disponibilità di sufficiente personale qualificato e nei momenti necessari (comprese emergenze); b) sorveglianza e coordinamento dei servizi; c) locali salubri ed idonei; d) disponibilità di attrezzature adeguate e tecnologicamente aggiornate; e) utilizzo di prodotti sicuri.

6.La falsificazione o la non corretta tenuta della cartella clinica, comporta delle conseguenze? Si. La cartella clinica è atto pubblico e la sua alterazione, come l’alterazione delle schede di dimissione, costituisce falso ideologico. Il medico può essere responsabile anche di falso ideologico nelle diagnosi e nei giudizi medico-legali nel caso in cui contraddica criteri di valutazione indiscussi o attesti falsamente l’esistenza di dati di fatto. Peraltro, quando la prova della responsabilità sanitaria sia impedita dalla distruzione o mancata conservazione dei referti o comunque dalla lacunosa redazione della cartella clinica, è possibile ricorrere alla presunzione.

7.L’A.S.L. è civilmente responsabile per i danni imputabili al medico di famiglia?  No, non lo è. L’A.S.L. non esercita alcun potere di vigilanza e di controllo sul medico convenzionato il quale rimane del tutto libero sia nel predisporre la sua organizzazione che nelle cure da praticare e va configurato alla stregua di un libero professionista.

8.Il parente di una persona deceduta, può accedere ai dati del familiare contenuti nella cartella clinica e nel verbale di autopsia? Si, ne ha pieno diritto, senza dover dare alcuna giustificazione del motivo per il quale chiede tali informazioni. Analogo diritto spetta all’Avvocato, munito della relativa delega.

9.Definizione di errore medico. Cosa si intende per negligenza, imprudenza e imperizia del medico? La negligenza consiste in trascuratezza, disattenzione, dimenticanza, svogliatezza, superficialità a causa delle quali non vengono rispettate le norme di comune diligenza nell’esercizio professionale (es. dimenticare la garza o i ferri nell’addome del paziente; non disinfettare gli strumenti; ecc). L’imprudenza consiste nell’avventatezza, eccessiva precipitazione, ingiustificata fretta o ritardo ovvero nella mancata adozione delle cautele indicate dalla comune prudenza (es. intervento chirurgico in condizioni fisiche precarie; mancata sospensione di iniezione in presenza di reazioni particolari).L’imperizia consiste nella mancata osservanza del livello minimo di cognizione tecnica, cultura, esperienza e capacità professionale da valutare in relazione all’età, all’esperienza ed alla qualificazione professionale.

10.Sono risarcibili i danni causati dal chirurgo estetico? Sì, certamente, in quanto il chirurgo estetico deve garantire il risultato pattuito o promesso. Il medico deve informare il paziente in ordine non solo ai possibili rischi dell’intervento, ma anche alla conseguibilità di un miglioramento effettivo dell’aspetto fisico (Cass. 14.06.2005 n. 12747). e l’operazione non ha risolto il problema estetico ed il paziente si ritrova nello stesso status ante quo, accertato l’inadempimento non può non seguire il risarcimento del danno (inutile dispendio di tempo e denaro, stress psico-fisico, rimborso spesa pagata per l’intervento e la degenza);

11.Qual’è il termine di prescrizione dell’azione civile per i danni da emotrasfusione? E’ di 10 anni. Quando, tuttavia, si tratti di fatti plurimi, è difficile determinare il termine iniziale della prescrizione (dies a quo). Si tratta di una questione di fatto che può essere risolta in base ai normali mezzi di prova, potendosi anche fare ricorso alle presunzioni. Con riferimento all’AIDS, che conosce vari stadi della malattia (HIV, HCV, AIDS), la corte di cassazione ritiene che il termine di prescrizione sia unico essendo unico l’evento lesivo (lesione dell’integrità fisica) e non plurimo a seconda degli stadi (Cass SS.UU. 11.01.2008 n. 581);

12.Come fare una denuncia per malasanità e Cosa fare se hai subito un danno da errore medico? La materia del risarcimento del danno derivante da errore medico o della struttura ospedaliera, soprattutto se causa la morte di una persona, è molto complicata ed è necessario rivolgersi ad un avvocato che abbia esperienza nel settore, evitando di ricorrere ad una agenzia infortunistica o ad una associazione, il cui personale non è adeguatamente preparato a gestire situazioni così delicate. In questo settore sono in gioco interessi non solo di natura economica, ma che spesso presentano risvolti di natura penale. L’errore del medico può infatti comportare una condanna per i reati di omicidio colposo o di lesioni personali colpose a carico dei sanitari coinvolti.