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Immissioni: L’intollerabilità dei rumori del vicino deve essere provata

Pubblicato il 25 maggio, 2018 | Ambito: PATRIMONIO

La Suprema Corte con l’ordinanza numero 6867/2018 è tornata ad occuparsi dell’annosa questione concernente le immissioni nel contesto condominiale e il superamento della soglia di normale tollerabilità delle medesime.

La vicenda trae origine dall’azione risarcitoria spiegata da due condomini nei confronti di altri condomini che abitavano al piano superiore, a causa dei rumori fastidiosi che derivavano dal loro appartamento.

Il Giudice di secondo grado, in riforma della sentenza del giudice a quo, condannava i convenuti ritenendo provata la provenienza dall’immobile sovrastante dei rumori molesti udibili dall’unità abitativa sottostante, sulla base dell’ascolto dei testi e dell’espletata CTU.

Orbene, i convenuti proponevano ricorso in Cassazione avverso la sentenza di secondo grado, ritenendo che il Giudice d’appello avesse errato nel ritenere provata l’esistenza dei rumori molesti, giacché aveva fondato il suo convincimento sulla perizia tecnica di parte che, in quanto tale, era stata stilata senza che fosse stato instaurato il contraddittorio tra le parti.

Al riguardo, la  Suprema Corte ha preliminarmente evidenziato che in tema di immissioni la soglia della normale tollerabilità può essere accertata facendo ricorso a mezzi di prova di natura prettamente tecnica, posto che solo un professionista, dotato di specifiche cognizioni, è capace di accertare il grado di intensità dei suoni e delle immissioni di fumo e gas. La Corte ha aggiunto, altresì, come fosse possibile per il Giudice ricorrere all’ascolto di testi che avessero avuto una diretta percezione di tali rumori e/o delle immissioni.

Gli Ermellini hanno concluso precisando che, seppur la consulenza tecnica di parte non abbia valore di prova precostituita, la parte ha la facoltà di chiamare a testimoniare il proprio consulente tecnico di parte sui fatti dallo stesso accertati nel relativo elaborato peritale, i quali, se confermati in sede di prova orale, acquisiscono valore di piena prova su cui il Giudice può legittimamente fondare la propria decisione.