Tutela del patrimonio

Le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento

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Il nostro Studio Legale, avendo maturato negli anni una solida competenza nell’ambito delle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, ha contribuito a risolvere la situazione economica, spesso molto critica, di numerosi Clienti che avevano contratto consistenti debiti nei confronti di istituti di credito, società finanziarie e Fisco.

Lo scopo della Legge n. 3 del 2012, detta anche legge “salva suicidi” è proprio quello di consentire a taluni soggetti che si trovano in gravi difficoltà economiche (come professionisti, pensionati, piccoli imprenditori) di ricorrere ad una procedura che consenta loro di liberarsi definitivamente dai propri debiti mediante un pagamento rateale. 

Gli Avvocati del nostro Studio forniscono una consulenza specializzata nell’ambito delle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, e sono dunque in grado di soddisfare pienamente le esigenze dei Clienti, i quali saranno seguiti, passo dopo passo, nelle operazioni di analisi della propria esposizione debitoria e di elaborazione di un piano che possa essere condiviso dai creditori.

Inoltre, sebbene la legge preveda che il debitore debba rivolgersi ad un “Organismo di Composizione della Crisi” (OCC), il compito di tale struttura non è quello di preparare l’accordo, che invece è di competenza del debitore con l’assistenza del suo difensore, ma solo quello di verificare la veridicità dei dati contenuti nella proposta di accordo e di certificare la fattibilità della stessa. 

Il Tuo caso verrà esaminato da noi con l’ausilio di un commercialista, poiché l’elaborazione di una proposta di accordo richiede un’analisi approfondita – sotto il profilo giuridico, economico e finanziario – di crediti e debiti che compongono il patrimonio di cui disponi; inoltre, se sei un consumatore, sarà necessario esaminare le ragioni che Ti hanno portato alla situazione di sovraindebitamento,  al fine di valutare la Tua meritevolezza:  è un aspetto da non sottovalutare perché essere considerati “meritevoli” costituisce la condizione necessaria per poter ricorrere a queste procedure, che TI permetteranno di estinguere, una volta per tutte, i tuoi debiti.

Contattaci ai nostri numeri telefonici per un colloquio o per eseguire un primo esame della Tuo stato economico. Noi metteremo a Tua disposizione tutti gli strumenti migliori affinché i Tuoi problemi possano essere risolti nel minor tempo possibile!

Ci esporrai la Tua situazione e, solo successivamente, se deciderai di proseguire con noi la pratica, ci fornirai tutti i documenti in tuo possesso ed eventualmente quelli che Ti consiglieremo di procurarti o che ci incaricherai di reperire. 

Farsi affiancare dal nostro Studio è la scelta giusta! Ti offriremo un supporto continuo e concreto, che ti consentirà di cancellare i debiti accumulati e di riacquistare, finalmente, la Tua serenità e, cosa non meno importante, la Tua credibilità economico – sociale.

Infine, devi sapere che diversi soggetti, ricorrendo a tali procedure, hanno beneficiato di uno stralcio pari al 70% del debito maturato, e chi è stato, “meno fortunato” ha avuto un taglio pari, almeno, alla metà dei propri debiti.

Di seguito riportiamo le domande più frequenti in tema di procedure di composizione di crisi da sovraindebitamento” che ci vengono sottoposte dai nostri Clienti.

Per qualsiasi dubbio, non esitare a contattarci.

FAQ

1) Che cosa s’intende per sovraindebitamento?

Secondo la legge, per sovraindebitamento s’intende la situazione di consolidato squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio disponibile per farvi fronte o la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni.

In altri termini, si tratta di un fenomeno caratterizzato da una situazione in cui il debito contratto è maggiore del reddito disponibile, con sopravvenuta impossibilità ad adempiervi.

Pertanto, il sovraindebitamento fa riferimento ad una situazione di crisi economica quasi irreversibile e un semplice squilibrio finanziario.

2) Chi è abilitato a comporre la crisi da sovraindebitamento?

Il debitore, con l’ausilio di un legale, deve rivolgersi ad un Organismo di Composizione della Crisi (O.C.C.),  quale soggetto abilitato a comporre la crisi e  composto da professionisti definiti, appunti, “gestori della crisi”.

Gli O.C.C., ad oggi, non sono presenti in tutta Italia, ma esistono solo in alcune città. Dove gli O.C.C. non sono ancora stati costituiti, il Tribunale territorialmente competente provvede alla nomina di un professionista (avvocato, commercialista o notaio) che ne svolge il ruolo.

3) Quali sono i principali compiti degli “Organismi di composizione della crisi”? 

Gli OCC, hanno fondamentalmente il compito di svolgere le seguenti funzioni:

  1. verificare che i dati dell’accordo e la documentazione ad esso allegata siano corretti e veritieri;
  2. fare da tramite tra il debitore e tutti i creditori;
  3. compiere gli adempimenti pubblicitari e svolgere le funzioni di liquidatore, se disposto dal Giudice.

4) Quanto costa ricorrere alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento?

Per prima cosa ci sono dei costi fissi, da sostenere all’inizio della procedura. Questi costi variano a seconda che la domanda sia presentata a un O.C.C. oppure al Tribunale (laddove l’O.C.C. non è ancora stato creato).

Per la presentazione della domanda a un O.C.C., servirà il versamento di un acconto sul compenso, solitamente di €. 200,00.

Per la presentazione al Tribunale della domanda di nomina di un professionista facente le funzioni di O.C.C., serviranno un diritto unificato ordinario di €. 98,00 ed una marca da bollo di €. 27,00.

Per l’assistenza tecnica ci saranno da prevedere i compensi per i professionisti.

Lo Studi Legale Lazzari per la presa in carico della pratica prevede un fondo spese iniziale di € 500,00 + Iva.

L’ammontare complessivo del compenso dipenderà dall’entità del debito, dalla complessità della proposta e dal numero dei soggetti coinvolti.

Tuttavia, è importante considerare il fatto che i compensi per assistenza tecnica e i compensi per O.C.C. (o professionista facente funzioni) non dovranno necessariamente essere pagati prima della procedure e in un’unica rata, ma potranno essere inseriti nella rateizzazione del piano.

5) Quali sono le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento previste dalla Legge 3/2012?

La Legge prevede tre procedure che consentono al debitore di estinguere il proprio debito, come di seguito riportate:

  • Il piano del consumatore, che può essere presentato dai consumatori privati e consiste, essenzialmente, in una proposta fatta dal debitore, con cui chiede il pagamento rateizzato dei propri debiti. Il Piano può prevedere anche la cessione di una parte del patrimonio e anche uno stralcio dei debiti.
  • L’accordo del debitore, che può essere presentato da imprese non fallibili, ha caratteristiche simili al piano del consumatore, con l’unica, grande differenza, di richiedere che l’accordo sia accettato da tanti creditori che rappresentino il 60% di tutti i debiti del soggetto.
  • La procedura di liquidazione del patrimoniocon cui il debitore (privato o soggetto non fallibile) mette a disposizione tutto il suo patrimonio per il pagamento dei suoi debiti. Il tribunale competente provvederà alla nomina di un professionista – liquidatore, che procederà alla vendita dei beni del debitore, nonché al pagamento dei suoi debiti.

In questo caso, il debitore potrà mantenere:

  • i beni che, per legge, non sono pignorabili;
  • i crediti di carattere alimentare e di mantenimento;
  • i crediti che non sono pignorabili ai sensi dell’art. 545 c.p.c.;
  • i frutti derivanti dall’usufrutto dei beni dei figli e i beni costituiti in fondo patrimoniale;
  • gli stipendi, i salari e le pensioni che il debitore guadagna con la propria attività.

Il debitore in stato di sovraindebitamento può accedere alla procedura di liquidazione del patrimonio contemplata dalla legge 3/2012 in assenza di cause d’inammissibilità, in particolare il debitore:

  • non deve aver compiuto atti in frode ai creditori negli ultimi 5 anni;
  • non deve essere soggetto a procedure concorsuali;
  • non deve aver fatto ricorso, nei precedenti 5 anni, alle procedure di composizione della crisi;

6) In che cosa consiste il “Piano del Consumatore”?

Sostanzialmente, il consumatore, assistito da un legale, presenta una proposta di rateizzazione del debito, il quale può essere spalmato su un periodo di tempo, anche molto lungo, senza interessi e con una possibile proroga dei pagamenti per un massimo di un anno (moratoria).

Può essere prevista la cessione di una parte del patrimonio (per esempio immobili) e/o crediti (tipicamente il TFR), in modo da ridurre il debito, il quale, potrà subire, un ulteriore consistente stralcio. Non è necessario il consenso dei creditori e il debitore si rivolge direttamente al giudice per la decurtazione delle sue passività.

Al “piano del consumatore” si può accedere, quindi, solo in presenza di determinati requisiti, primo fra tutti quello di essere privati consumatori (persone fisiche) senza debiti derivanti dall’attività di impresa o professione; è necessario, poi, che il debitore sia meritevole, vale a dire, in altri termini, che non deve risultare indebitato per propria colpa, ma il sovraindebitamento deve essere derivato da cause non imputabili al consumatore, il quale dovrà fornire tutta la documentazione idonea a delineare la propria situazione economica e patrimoniale.

Gli indici per valutare la Meritevolezza sono:

  • L’Entità del debito;
  • La natura del debito;
  • Il motivo e il momento per cui è stato contratto;
  • Il momento in cui il soggetto diventa sovraindebitato;
  • Il comportamento del sovraindebitato.
  • fornire tutta la documentazione idonea a descrivere la propria situazione economica e patrimoniale.

7) Come funziona “l’accordo del debitore”?

Anche in questo caso, il debitore (enti e imprese che non possono fallire) sottopone ai creditori una proposta di soddisfacimento dei crediti, che può prevedere anche l’eventuale cessione di propri crediti futuri; si può dare prova che il piano sia realizzabile anche con l’aiuto di garanzie prestate da terzi.  

Una volta elaborata la proposta, questa viene sottoposta ai creditori e, successivamente, il Tribunale approverà l’accordo solo se vi sarà il consenso di tanti creditori che rappresentano, almeno, il 60% dell’ammontare dei crediti.

8) La moratoria del pagamento.

Sia il “Piano del Consumatore” che “l’Accordo del Debitore” con continuità d’impresa, possono prevedere una moratoria (cioè la sospensione dell’obbligo di pagamento) fino ad 1 anno dall’omologazione per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno e ipoteca, salvo che sia prevista la liquidazione dei beni o dei diritti sui quali sussiste la causa di prelazione.

9) È necessario essere assistiti da un avvocato?

La Legge 3/2012 non prevede vincoli e, quindi, niente impedisce al debitore di presentare la propria proposta senza alcuna assistenza tecnica.

Tuttavia, la pluriennale esperienza nel settore ha dimostrato che questa non è una scelta molto saggia.

Le procedure di composizione della crisi, infatti, hanno un contenuto e un linguaggio altamente tecnico, che, quasi mai il debitore è un grado di comprendere da solo.

Il soggetto sovraindebitato, infatti, può decidere di presentare una domanda molto semplice oppure, molto più efficacemente, può accompagnare la domanda con una relazione, corredata da una completa documentazione, con cui fornisce tutte le informazioni necessarie.

In conclusione, quindi, il debitore può agire da solo, ma è consigliabile che si faccia improvvisi eventi traumatici, i quali rischiano di produrre gravi conseguenze sulla sua vita.

10) Chi può richiedere le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento?

I soggetti che possono accedere alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento sono i debitori a cui non può essere applicata la legge fallimentare, quindi:

  • consumatori, se estranei all’attività imprenditoriale o professionale;
  • gli imprenditori commerciali non fallibili perché non soddisfano i requisiti dimensionali richiesti; dall’art. 1 della legge fallimento;
  • gli imprenditori commerciali individuali che hanno cessato l’attività e si sono cancellati dal registro delle imprese da un anno;
  • le start up innovative (escluse dal fallimento dal d.l n. 179/2012);
  • gli imprenditori agricoli;
  • i soci di società di persone;
  • gli artisti e i professionisti;
  • le società di professionisti;
  • le associazioni professionali (purché tutti sottoscrivano la proposta);
  • l’erede dell’imprenditore defunto che ha accettato con beneficio d’inventario e purché sia trascorso un anno dal decesso;
  • gli enti privati (fondazioni, associazioni, organizzazioni non governative, associazioni sportive dilettanti, onlus e enti lirici) che non svolgano attività commerciale.

 11) Quali sono i soggetti che invece sono esclusi dall’utilizzo dei benefici di cui alla Legge 3/2012?

Le categorie di soggetti che non possono fruire dei benefici previsti dalla legge 3/2012, sono:

  • i debitori soggetti al fallimento;
  • coloro che hanno già utilizzato le procedure di composizione della crisi negli ultimi 5 anni;
  • i soggetti che erano stati ammessi ai benefici della Legge 3/2012, ma che, per fatti a loro imputabili, si sono visti revocare il provvedimento;
  • i debitori che non hanno fornito tutta la documentazione necessaria a ricostruire la loro situazione patrimoniale ed economica.

Quest’ultima categoria è sicuramente la più importante, poiché ci consente di capire che grazie alle procedure in esame ogni problema può essere risolto, soltanto se conosciuto. Infatti, se emergono rilevanti elementi che il debitore ha nascosto, il provvedimento reso in suo favore potrà essere revocato.

12) In quali casi i creditori possono chiedere l’annullamento o la risoluzione dell’accordo?

L’accordo può essere annullato dal Tribunale su istanza di ogni creditore quando:

  • è stato dolosamente aumentato o diminuito il passivo;
  • è stata sottratta o nascosta una parte rilevante dell’attivo;
  • sono state dolosamente simulate attività inesistenti.

Ciascun creditore può chiedere al Tribunale la risoluzione dell’accordo, se:

  • il debitore non adempie agli obblighi derivanti dall’accordo;
  • se le garanzie promesse non vengono costituite;
  • se l’esecuzione dell’accordo diviene impossibile per ragioni non imputabili al debitore.

La risoluzione può essere proposta entro 6 mesi dalla scoperta o entro un anno dalla data dell’ultimo adempimento.

13) Quali sono gli effetti delle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento?

L’effetto principale della procedura è quello di esdebitare il debitore, ossia cancellare tutti i suoi debiti.

Una volta approvato e chiuso il procedimento, il soggetto è completamente libero anche per quella parte di debiti che non hanno trovato ingresso nella procedura stessa perché stralciati.

14) Esistono numerosi precedenti giurisprudenziali che hanno disposto la cancellazione dei debiti ?

Si, sono in costante aumento le decisioni con cui i giudici ordinano la cancellazione dei debiti.

Per esempio, il Tribunale di Monza ha accordato uno stralcio del 65% dei debiti in favore un contribuente che aveva accumulato un debito di oltre 150 mila euro, riuscendo a pagarne 52 mila euro.

Il Tribunale di Como ha cancellato il 74% dei debiti che una imprenditrice aveva maturato verso L’Agenzia dell’Entrate, passando da 1,4 mln di euro a 370 mila euro.

Il Tribunale di Bergamo che, in due recenti decreti di omologa, ha chiarito come la valutazione del “piano del debitore” da parte del Giudice non inerisce la convenienza della proposta, riservata invece ai creditori, ma soltanto la legittimità e fattibilità della proposta stessa. Nei casi di specie i debitori, (consumatori), a fronte di un debito verso terzi piuttosto consistente (circa 300.000 euro) proponevano ai creditori il pagamento dei debiti con una significativa riduzione, arrivando al soddisfacimento nella sola percentuale del 2,5%. Il Giudice, rilevata l’assenza di contestazioni da parte dei creditori e preso atto della capacità economica del debitore, procedeva all’omologa del piano affermando che “la fattibilità del piano è desumibile dalla coerenza dei suoi contenuti concreti ed è attestata dalla relazione definitiva dell’OCC, da considerarsi analitica, esaustiva e coerente, in quanto tale rispettosa dei principi generali che ne governano la redazione”.