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La consulenza legale dell’avvocato del lavoro

Pubblicato il 22 ottobre, 2018 | Ambito: PERSONA

Può accadere che il lavoratore, durante lo svolgimento della propria attività, abbia contratto una grave patologia perché entrato in contatto con una sostanza altamente tossica oppure che lo stesso s’infortuni a causa di una caduta accidentale o, ancora, perché colpito da un oggetto vagante; questo per sottolineare quanto svariati siano i rischi a cui sono costantemente esposti i lavoratori che ogni giorno svolgono la propria mansione.

Dunque, se anche tu lavori alle dipendenze di qualcuno e sospetti di aver subito un danno a causa di una malattia o di un infortunio occorso in occasione dell’attività lavorativa, allora, per prima cosa, è molto importante che tu richieda una consulenza legale a un avvocato specializzato nell’ambito del diritto del lavoro: in questo modo potrai comprendere, sin da subito, se le lesioni da te subite siano effettivamente riconducibili ad un infortunio sul lavoro o ad una malattia professionale.

Dunque, l’avvocato del lavoro, tramite il suo parere tecnico, ti comunicherà se esistono i presupposti necessari per avanzare una richiesta d’indennizzo all’INAIL e/o proporre una domanda di risarcimento nei confronti del tuo datore di lavoro, che non si è curato di adottare le misure minime di sicurezza previste dalla legge.

 I tipi di consulenza legale nel settore del diritto del lavoro

In concreto, l’avvocato del lavoro fornisce una consulenza legale specializzata che potrà essere:

immediata e risolutiva di una questione giuridica, generalmente, di non particolare complessità;

preparatoria e orientata all’elaborazione di una domanda risarcitoria che potrà essere avanzata in via stragiudiziale o, eventualmente, proposta dinanzi al giudice del lavoro.

Nel primo caso, la consulenza si risolve, di fatto, in un parere legale, con il quale il professionista darà la propria soluzione al quesito sottoposto dal lavoratore, indicando a quest’ultimo come dovrebbe muoversi per far valere i propri interessi.

Nella seconda ipotesi, invece, il professionista verificherà, anzitutto, se esistono le condizioni affinché il lavoratore possa rivendicare i sui diritti e, in caso di accertamento positivo, illustrerà le possibili strade che consentiranno al cliente di ottenere la piena tutela delle proprie ragioni.

Le principali attività che consentono all’avvocato del lavoro di fornire una consulenza legale

Generalmente, il cliente tende a storcere il naso di fronte al preventivo esibito dall’avvocato del lavoro, spesso considerando eccessiva la somma richiesta dal professionista; ciò accade perché i “non addetti ai lavori” hanno una limitata conoscenza del lavoro che viene, in concreto, svolto dal legale prima di rendere un parere legale o di esercitare un’azione risarcitoria: per questa ragione, è molto importante spiegare, nello specifico, in che cosa consiste tale l’attività intellettuale.

Ebbene, in sintesi, la preparazione di un parere legale o l’elaborazione di una strategia difensiva impone all’avvocato, a seconda della difficoltà dei casi, un determinato impiego di tempo ed energie, necessarie per:

  • ricostruire e analizzare il sinistro occorso al lavoratore dipendente;
  • esaminare la documentazione medica fornita dal cliente, eventualmente ricorrendo alla collaborazione di un medico legale di fiducia;
  • effettuare una ricerca normativa e giurisprudenziale che consenta di qualificare correttamente il caso concreto e individuare alcune pronunce che abbiano deciso casi analoghi a quello sottoposto;
  • indicare la procedura che possa consentire al lavoratore di ottenere una rapida e completa tutela dei propri diritti.

Dunque, in linea di massima, sono queste le principali attività eseguite dall’avvocato del lavoro allo scopo di garantire, in maniera puntuale e completa, le ragioni del lavoratore dipendente.

I Costi della consulenza legale nell’ambito del diritto del lavoro

È noto che i costi di una consulenza legale specializzata varino in base al tipo di attività svolta dal professionista: pertanto, se la consulenza si sostanzia in un parere legale immediato, orale o scritto che sia, il costo della consulenza sarà relativamente contenuto, potendo oscillerà tra gli 80 e i 150 euro, in base alla complessità della questione giuridica posta all’attenzione del legale. Diversamente, se la consulenza dell’avvocato del lavoro consiste in una prolungata attività di assistenza stragiudiziale e/o giudiziale, il legale sarà obbligato alla preparazione di un preventivo, indicando, voce per voce, il costo complessivo della sua prestazione; infatti, un avvocato del lavoro professionale, serio e diligente, è anche colui che in questa fase pone il cliente, o potenziale tale,  nella condizione di capire quanto pagherà e per che cosa.

Si coniglia, quindi, di diffidare dai professionisti che promettono consulenze gratuite,  ricordando che il c.d. “ patrocinio a spese dello Stato“ (o gratuito patrocino) rappresenta l’unico istituto previsto dal nostro ordinamento giuridico che riserva la consulenza legale gratuita a determinate categorie di soggetti; più precisamente hanno accesso a questo beneficio: tutti i cittadini italiani, gli apolidi, gli enti o le associazioni senza scopo di lucro che non esercitano attività economiche, gli stranieri con regolare permesso di soggiorno, chi possiede un reddito imponibile, risultante dall’ultima dichiarazione, non superiore 11.493,82.