La causa di servizio: la pensione privilegiata e l’equo indennizzo

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Da tempo il nostro Studio si occupa della gestione di pratiche di diritto previdenziale relative al rapporto di pubblico impiego. Negli ultimi anni, un notevole incremento di questa tipologia di casi, ha indotto il nostro Studio a istituire un gruppo di professionisti dedicato esclusivamente a tale peculiare materia.

Può accadere, infatti, che il dipendente pubblico, durante la prestazione del proprio servizio, possa contrarre una malattia o subire una lesione talmente grave da compromettere il suo stato di salute; in tutti questi casi, il dipendente potrà ottenere dall’Amministrazione di appartenenza il preliminare riconoscimento che l’infermità o la lesione dipendano da una “causa di servizio”, e sulla base di tale accertamento potrà conseguire una pluralità di benefici, tra cui meritano separata menzione: la pensione privilegiata e l’equo indennizzo.

Per garantire ai nostri clienti il miglior risultato possibile, esaminiamo attentamente ogni questione sia sotto il profilo giuridico sia sotto il profilo medico. Chi si rivolge al nostro Studio, infatti, ha la garanzia di essere seguito anche da un team formato dai migliori medici-legali e specialisti della zona.

Pertanto, se pensi di aver subito un danno alla tua integrità psico-fisica a causa del servizio prestato, contatta il nostro Studio Legale che da anni si occupa di questioni di questo tipo. Scegli la sede a Te più vicina: Bologna, Lecce o Roma. Ci spiegherai la Tua vicenda e solo in seguito, se deciderai di proseguire con la pratica, ci farai avere tutti i referti in tuo possesso, ed eventualmente quelli che Ti consiglieremo di procurarti.

Il Tuo caso verrà esaminato da noi insieme al medico legale più adatto alla tua situazione. Se non ci saranno i presupposti per agire nei confronti dell’ente pubblico con cui hai instaurato il rapporto d’impiego, i documenti Ti saranno restituiti, senza che Tu debba pagare nulla.

Se invece saranno riscontrati profili di responsabilità, verrà redatta una perizia medico-legale, che sarà necessaria per tutte le fasi successive della tua pratica.

Questa fase preliminare è estremamente importante perché, prima di intraprendere una qualunque iniziativa, è necessario verificare, in maniera approfondita, se esistono gli estremi per agire nei confronti della Pubblica Amministrazione presso cui hai svolto, o continui a svolgere, la tua prestazione lavativa.

Rivolgersi al nostro Studio Legale è quindi la migliore soluzione per Te per fare in modo che i Tuoi diritti vengano concretamente tutelati.

Le pratiche di questo tipo si presentano particolarmente complesse, poiché sono diversi gli aspetti che occorre analizzare per poter conseguire il giusto indennizzo per la menomazione che hai sofferto.

Contattaci quindi ai nostri numeri telefonici per un primo colloquio  o per intraprendere subito una “causa di servizio” al fine di essere quanto prima indennizzato per il danno da Te subito. Noi metteremo a Tua disposizione tutti gli strumenti migliori perché Tu abbia la dovuta soddisfazione nel minor tempo possibile!

Per un approfondimento leggi Pensione privilegiata

FAQ

Di seguito riportiamo le domande più frequenti in tema di equo indennizzo che ci vengono sottoposte dai nostri Clienti. Per qualsiasi dubbio, non esitare a contattarci.

1) Che cos’è l’equo indennizzo?

L’equo indennizzo consiste in una somma di denaro corrisposta una tantum (ossia in un’unica soluzione) al dipendente dall’Amministrazione di appartenenza. L’equo indennizzo è attribuito al pubblico dipendente che abbia subito un’invalidità permanente dovuta a fatti di servizio, indipendentemente da responsabilità della Pubblica Amministrazione e prescindendo dall’eventuale contemporanea o successiva concessione della pensione privilegiata per la stessa infermità menomante.

2) Quali categorie di pubblici dipendenti possono richiedere questo beneficio economico?

Come già accennato con riferimento alla pensione privilegiata, anche l’istituto della all’equo indennizzo è stato abrogato dal Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201.

Tuttavia, tale abrogazione non si applica nei confronti del personale appartenente al comparto sicurezza (Polizia di Stato, Corpo Forestale dello Stato, Polizia Penitenziaria), difesa (Forze Armate, Carabinieri, Guardia di Finanza), Vigili del fuoco e soccorso pubblico;

Perché possa essere attribuito il trattamento di privilegio al personale delle forze dell’ordine e militare non sempre è indispensabile il requisito dell’inabilità al servizio, potendo essere invece sufficiente a tal fine il riconoscimento della causa di servizio con iscrizione a categoria tabellare.

3) Quali presupposti devono ricorre per il suo riconoscimento?

Una lesione o un’infermità dovuta per causa di servizio è indennizzata in presenza dei seguenti requisiti:

  • che l’infermità sia stata giudicata dipendente da causa di servizio;
  • che dell’infermità sia derivata un’invalidità, cioè una menomazione dell’integrità psico-fisica ascrivibile ad una delle categorie di cui alle Tabelle A e B allegate al DPR 30.12.1981, n. 834,;
  • che tale menomazione si sia definitivamente stabilizzata;
  • che la relativa domanda di riconoscimento della causa di servizio sia stata presentata entro sei mesi dalla data in cui si è verificato l’evento dannoso o da quella in cui l’interessato ha avuto conoscenza dell’infermità;
  • che il dipendente abbia presentato un’apposita domanda di concessione dell’equo indennizzo.

4) Entro quali termini occorre presentare la domanda?

La domanda di equo indennizzo può essere presentata contestualmente all’istanza diretta ad ottenere il riconoscimento della causa di servizio oppure può essere prodotta nel corso del procedimento, entro il termine di dieci giorni dalla ricezione della comunicazione dell’invio degli atti al Comitato di verifica per le cause di servizio, oppure entro sei mesi dalla notifica del provvedimento di riconoscimento.

L’equo indennizzo è concesso con provvedimento dell’Amministrazione di appartenenza.

In caso di esito negativo, il provvedimento può essere impugnato dinanzi alla competente autorità giurisdizionale che varia a seconda che si tratti di dipendente civile o militare.

5) L’equo indennizzo è soggetto a imposizione fiscale?

L’equo indennizzo non riveste, natura risarcitoria, né retributiva, ma piuttosto natura indennitaria al pari di altre indennità conferite dalla Pubblica Amministrazione ai propri dipendenti, per tale ragione non è assoggettamento a imposizione fiscale.

6) In caso di aggravamento della menomazione, è possibile richiedere la revisione dell’indennizzo già concesso?

Si, entro il termine di  cinque anni dalla data di comunicazione del provvedimento di liquidazione dell’equo indennizzo, il dipendente, in caso di aggravamento della menomazione dell’integrità fisica, psichica o sensoriale per la quale è stato concesso l’equo indennizzo, può, per una sola volta, chiedere all’Amministrazione, con apposita istanza, la revisione dell’equo indennizzo già concesso.

7) Gli eredi del dipendente pubblico deceduto possono presentare domanda di equo indennizzo?

Sì, la domanda per l’equo indennizzo può essere presentata anche dagli eredi del dipendente pubblico e del pensionato entro sei mesi dal decesso, purché l’evento sia giudicato dipendente o interdipendente da causa di servizio. In tal caso, l’indennizzo agli eredi è determinato nella misura massima prevista per le menomazioni riconducibili alla prima categoria.

8) In quali casi l’equo indennizzo subisce delle riduzioni?

L’art. 49 del DPR n. 686/1957 prevede la riduzione dell’importo dell’equo indennizzo, nella misura del 25% se il dipendente ha superato i cinquanta anni di età e del 50% se ha superato il sessantesimo anno; l’età a cui si fa riferimento è quella che il dipendente aveva al momento dell’evento dannoso, momento che va identificato con la data di conoscibilità dell’infermità quale risulta dal verbale di visita medica collegiale.

Ai sensi dell’art. 50 del DPR n. 686/1957 l’equo indennizzo è altresì ridotto del 50% se il dipendente ottiene contestualmente la pensione privilegiata; mentre se essa è riconosciuta in seguito, la metà è recuperata mediante trattenute mensili del 10% sulla pensione.

9) È possibile ottenere l’equo indennizzo congiuntamente all’indennizzo INAIL per malattia professionale?

No, non è possibile. L’art. 50 del DPR n. 686/1957 prevede che vada dedotto dall’equo indennizzo quanto eventualmente percepito dal dipendente in virtù di assicurazione a carico dello Stato o di altra Pubblica Amministrazione come, ad esempio, le somme corrisposte dall’INAIL a titolo di indennizzo o rendita.