Tutela del danno alla Persona

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Risarcimenti da Infortuni sul lavoro e Malattie professionali, come ottenerli?

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Gli infortuni sul lavoro possono verificarsi a causa di una tragica fatalità, ma spesso sono attribuiti al mancato rispetto di norme antinfortunistiche.

Nel primo caso (fatalità), il lavoratore avrà diritto solamente alle prestazioni INAIL, e cioè al risarcimento di una somma determinata sulla base delle tabelle INAIL nel caso in cui residuassero del postumi permanenti dal 6 al 16%; e una rendita vitalizia nel caso di invalidità superiore.

Qualora invece vi sia stata violazione della normativa in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro, vi è la responsabilità del datore di lavoro, e il lavoratore avrà diritto anche ad un risarcimento del danno sulla base delle ordinarie norme di responsabilità civile. Il datore di lavoro dovrà risarcire il cosiddetto “danno differenziale”, cioè la differenza tra quanto versato dall’INAIL a titolo di indennizzo, e la somma che spetta al lavoratore con l’applicazione delle usuali tabelle del danno biologico.

Al lavoratore o ai Suoi familiari spetterà questa differenza che, nella maggior parte dei casi, è molto elevata.

L’INAIL quindi risarcisce solo parte del danno patito (ad esempio: risarcisce solo invalidità superiori al 5%, non risarcisce il danno morale, ecc.); per cui il lavoratore che vorrà ottenere l’integrale risarcimento dei danni da infortuni sul lavoro dovrà inoltrare la propria richiesta (supportata dai requisiti di legge) al datore di lavoro e, in caso di rifiuto da parte dello stesso, potrà agire in sede giudiziaria.

Data la specificità e complessità della materia, è preferibile avanzare la richiesta di risarcimento dei danni patiti per infortunio sul lavoro mediante l’assistenza di un avvocato, il quale saprà fornire anche ogni dettaglio in merito alla portata ed ai requisiti della richiesta risarcitoria.

Il nostro Studio Legale, con l’ausilio di medici legali e consulenti, ti assiste per gli infortuni sul lavoro sia nelle controversie contro l’Inail, che contro il datore di lavoro. Ci occupiamo da molti anni infatti di infortuni sul lavoro e malattie professionali, al fine di consentire al lavoratore o ai familiari superstiti, di ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti ed una pensione di invalidità.

Se hai subito un infortunio sul lavoro o hai contratto una malattia professionale, prendi contatto con il nostro Studio Legale. Scegli la sede a Te più vicina: Bologna, Lecce o Roma. Ci spiegherai la Tua vicenda e solo successivamente, se ci saranno i presupposti e deciderai di proseguire con la pratica, ci farai avere i documenti in tuo possesso, ed eventualmente quelli che ti consiglieremo di procurarti.

Ti daremo sin dal primo incontro conoscitivo una consulenza dettagliata e precisa durante la quale verranno chiariti tutti i passi necessari al raggiungimento di un risarcimento.

Avremo premura di assicurarti il risarcimento di tutti i danni possibili. In primo luogo il danno non patrimoniale, nelle sue varie sottocategorie del danno biologico, danno morale, danno esistenziale e danno da perdita del rapporto parentale; poi il danno patrimoniale, sia sotto il profilo del danno emergente (costi sostenuti per riparare il danno, spese mediche, ecc.) che del lucro cessante (mancati guadagni determinati dalla prolungata malattia).

Tu hai da tre a dieci anni di tempo per richiedere l’indennizzo ed il risarcimento di tutti i danni causati da infortuni sul lavoro. Noi mettiamo a Tua disposizione tutti gli strumenti migliori perché Tu abbia la massima soddisfazione nel minor tempo possibile.

FAQ

1. Che cosa fa l’INAIL?

Gestisce l’assicurazione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali, obbligatoria per legge. In caso di infortunio sul lavoro l’INAIL interviene dando al lavoratore un sostegno economico e altre prestazioni. L’INAIL inoltre interviene, insieme ad altri Enti, per la prevenzione dei rischi lavorativi e per la cura, la riabilitazione e il reinserimento sociale delle persone che hanno riportato danni fisici e o psichici per causa di lavoro.

2. In caso di infortuni sul lavoro, la tutela del lavoratore è sempre garantita?

Se vi fate male o se vi ammalate per causa di lavoro avete diritto alla tutela dell’INAIL e, secondo il caso, a prestazioni sanitarie ed economiche. Le prestazioni vi spettano anche se il vostro datore di lavoro non vi ha assicurato (questo diritto è chiamato automaticità delle prestazioni).

3. Quali sono le prestazioni dell’INAIL?

L’INAIL, secondo i vari casi, corrisponde ai lavoratori che si sono infortunati o che hanno contratto una malattia professionale, prestazioni economiche sanitarie ed accessorie (per il reinserimento sociale – lavorativo).

4. Che cosa si intende per infortunio sul lavoro

Per infortunio sul lavoro si intendono, ai sensi del decreto Presidente della Repubblica n. 1124 del 30 giugno 1965, “tutti i casi di infortunio avvenuti per causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o un’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, ovvero un’inabilità temporanea assoluta che importi astensione dal lavoro per più di tre giorni”.

Per “causa violenta” si intende ogni fattore esterno, improvviso e imprevisto, (ad esempio: caduti dall’alto, colpiti da un oggetto, schiacciati da un peso, ustionati dal fuoco o da una sostanza chimica, feriti da un vetro, da una lamiera o altro..)che provoca una lesione all’integrità psico-fisica del lavoratore (un danno fisico e/o psichico che gli impedisce di continuare a lavorare).

Per “occasione di lavoro” la normativa intende che vi deve essere un rapporto (anche indiretto) fra la prestazione lavorativa fornita dal soggetto infortunato e l’evento violento dallo stesso patito. E’ quindi possibile ricondurre nella nozione di infortunio sul lavoro anche eventi lesivi avvenuti al di fuori dell’orario di lavoro, se l’attività lavorativa è stata la causa del rischio (ad esempio sinistro verificatosi nel tragitto sede lavorativa – abitazione).

La legge (decreto Presidente della Repubblica n. 1124/65) individua le ipotesi in cui è obbligatoria l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e tutti i soggetti coperti dall’assicurazione stessa.

5. Che cosa è l’infortunio in itinere?

La legge italiana assicura il lavoratore anche per i danni fisici e/o psichici conseguenti a infortunio accaduto durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro (ad esempio: coinvolti in incidente stradale, scivolati, caduti, colpiti da un oggetto o altro). La normativa a riguardo è contenuta nel decreto legislativo n. 38/2000.

6. Che cosa fare in caso di infortunio sul lavoro o in itinere?

Spetta al lavoratore fare la denuncia. Dovrà avvisare o far avvisare subito il proprio datore di lavoro o la persona da lui incaricata, recarsi dal medico della ditta in cui lavora o recarsi o farsi accompagnare al servizio di Pronto Soccorso. Spiegare sempre al medico come e dove è avvenuto l’infortunio. Il medico rilascia un primo certificato medico in più copie. Una copia deve essere consegnata subito al proprio datore di lavoro, una copia deve essere conservata dal lavoratore. Durante il periodo di infortunio il lavoratore deve sempre comunicare all’INAIL l’eventuale cambio di abitazione.

7. Cosa è l’indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta?

Quando un lavoratore si fa male per causa di lavoro e il medico prevede che non guarirà prima di tre giorni, l’INAIL paga al lavoratore una somma giornaliera di denaro, chiamata Indennità temporanea, che sostituisce, in parte, la retribuzione nel periodo di assenza dal lavoro, che spetta a partire dal quarto giorno successivo a quello in cui si è verificato l’infortunio.

8. Il lavoratore ha diritto anche a cure sanitarie?

Sono fornite dal Servizio Sanitario Nazionale e in alcuni ambulatori dell’INAIL, attivati con apposite convenzioni con le Regioni.

9. Infortunio sul lavoro senza responsabilità del datore. Chi paga?

Il lavoratore avrà diritto unicamente al risarcimento da parte dell’INAIL, che a seconda della tipologia di danno riportato, distingue tra invalidità temporanea ed invalidità permanente.

Con la prima, vengono coperti i giorni di forzata astensione dal lavoro e vengono rimborsati al datore di lavoro, che deve garantire la retribuzione nella sua totalità aggiungendo la differenza, il 60% dello stipendio per i primi 3 mesi ed il 75% nel periodo successivo.

Nel caso in cui residuassero del postumi permanenti, questi dovranno essere quantificati in percentuale secondo le tabelle inail a cui seguirà il risarcimento: i primi 5 punti non vengono pagati, essendo in franchigia; dal 6 al 16% il lavoratore percepirà una somma una tantum; nel caso di invalidità superiore il lavoratore percepirà mensilmente una rendita vitalizia.

10. Quando e in che misura il datore di lavoro risponde per l’infortunio sul lavoro patito da un lavoratore?

Risponde quando è accertata una sua responsabilità per l’evento lesivo occorso al lavoratore, ovvero per non aver rispettato la normativa in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro.

Il danno risarcibile (cosiddetto danno differenziale) dal datore è pari a quanto richiedibile in sede civile detratto quanto corrisposto dall’INAIL. Nel danno differenziale rientra, ad esempio, il danno biologico inferiore al 6% nonché il danno morale ed esistenziale patito dal lavoratore (seppur con i limiti fissati recentemente dalla Corte di Cassazione).

11. È prevista la visita fiscale in caso di infortunio sul lavoro?

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 15773/2002, ha stabilito che anche i lavoratori che sono a casa in malattia per infortunio sul lavoro possono essere soggetti a visita fiscale. Nel caso in cui l’assenza sia stata denunciata presso l’Istituto, l’INAIL non è tenuta ad attivarsi per inviare al lavoratore il controllo fiscale. Sarà il datore di lavoro a segnalare all’INAIL la volontà di effettuare una verifica sulle reali condizioni del lavoratore. Il controllo, cioè la visita fiscale, può essere effettuata solo dagli istituti previdenziali, dietro richiesta del datore di lavoro. Per evitare di interferire con la sfera personale del lavoratore, sono “vietati i controlli diretti del datore di lavoro e anche l’uso di medici di fiducia”. Le visite mediche domiciliari devono essere fatte dai medici ASL.

Naturalmente il controllo con la visita fiscale deve essere effettuata entro determinati orari: tutti i giorni, compreso la domenica e i giorni festivi, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00 (per la pubblica amministrazione dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00).

12. Il lavoratore ha diritto anche a prestazioni sanitarie e per il reinserimento -lavorativo?

Oltre alle prestazioni in denaro, l’INAIL interviene attraverso un’equipe multidisciplinare composta da un medico, un assistente sociale e un responsabile amministrativo, per favorire la riabilitazione, il reinserimento sociale e lavorativo delle persone che hanno subito un danno per infortunio sul lavoro e/o malattia professionale. Nell’ambito di progetti di reinserimento e riabilitazione, l’INAIL fornisce:

– protesi in sostituzione di parti del corpo mancanti (esempio: arti artificiali);

– protesi per migliorare la funzionalità di parti del corpo che presentano deficit funzionali permanenti (esempio: tutori e busti, che devono essere usati per tutta la vita);

– ausili tecnici, attrezzature e presidi utili per migliorare la qualità della vita, anche di relazione, e la mobilità della persona disabile (esempio: letti, carrozzelle ortopediche, sollevamalati, ausili informatici, adattamenti dell’autovettura, ecc.);

– contributi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, nella casa di abitazione dei disabili con gravi difficoltà motorie (esempio: pedana montascale, adeguamento servizi igienici);

– cure termali, se necessarie per il tipo di disabilità causata dal lavoro ed entro i termini di tempo stabiliti per legge.

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