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In che modo posso evitare di rispondere dei debiti ereditari?

Pubblicato il 19 febbraio, 2019 | Ambito: PATRIMONIO

Gli strumenti che consentono di non subentrare nei debiti di un parente defunto sono sostanzialmente due:

  1. La rinuncia all’eredità;
  2. L’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario.

 1) La rinuncia all’eredità

 La “rinuncia all’eredità”, si sostanzia in un atto con cui il chiamato all’eredità dichiara ufficialmente di non voler accettare il patrimonio ereditario.

Trattandosi di un atto solenne, dovrà essere comunicato per iscritto davanti a un notaio oppure dinanzi al cancelliere del Tribunale competente. Tale dichiarazione verrà poi inserita nel registro delle successioni.

Se anche tu stai considerando l’ipotesi di rinunciare all’eredità perché pensi che i debiti siano di gran lunga superiori rispetto ai crediti, ricorda che dovrai manifestare il tuo rifiuto entro determinati termini, che in alcuni casi sono molto ristretti; in particolare, la rinuncia, deve avvenire entro:

 

  • 10 anni dall’apertura della successione (cioè dalla morte del parente), se non sei nel possesso dei beni ereditari;
  • 3 mesi dalla morte per redigere l’inventario dei beni e comunicare la rinuncia entro i successivi 40 giorni, se hai già preso possesso dei beni perché, ad esempio, convivevi con il defunto.

 Fai molta attenzione perché se non rispetti i suddetti termini diventerai un erede “puro e semplice”, vale a dire che il tuo patrimonio diventerà un tutt’uno con quello del defunto e, quindi, sarai tenuto a pagare i debiti lasciati da quest’ultimo, con il rischio di dover ricorrere anche alle tue sostanze personali per poter farvi fronte.

Ricorda che detto atto non può essere parziale, ma deve investire tutta la tua quota ereditaria ed, inoltre, essa ha effetto retroattivo: significa, pertanto, che una volta manifestata la rinuncia, verrai considerato come se non fossi mai stato chiamato all’eredità.

C’è un’altra cosa della quale voglio avvisarti: i tuoi creditori potrebbero impugnare la tua rinuncia entro 5 anni; più precisamente, se con tale atto arrechi loro un danno, questi potranno farsi autorizzare dal giudice ad accettare l’eredità al tuo posto, al solo scopo di soddisfare i propri diritti sui beni ereditari a cui hai rinunciato.

 

 

2) L’accettazione con beneficio d’inventario

 L’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario è lo strumento che consente all’erede di tenere distinto il proprio patrimonio da quello del defunto.

In concreto, l’accettazione con beneficio d’inventario ti consentirà di mantenere il tuo patrimonio e quello del parente defunto separati tra di loro, cosicché potrai essere chiamato a rispondere dei debiti del de cuius, al massimo, entro il valore dei beni ereditati. Ciò significa, in altri termini, che i creditori del defunto non potranno mai pignorare i tuoi beni personali, ma soltanto quelli che hai acquisito attraverso la successione ereditaria.

Anche in questo caso, ti sarà richiesta la stesura di una dichiarazione ufficiale davanti a un notaio o al cancelliere del Tribunale del luogo in cui si è aperta la successione, entro i termini precedentemente indicati per la rinuncia all’eredità: 10 anni o, se ti trovi nel possesso dei beni, dovrai redigere l’inventario entro 3 mesi dall’apertura della successione e decidere se accettare o rinunciare nei successivi 40 giorni; nell’ipotesi di mancato rispetto di detti termini, sarai considerato erede puro e semplice.

Se sospetti, quindi, che il tuo familiare deceduto fosse fortemente indebitato ma, nello stesso tempo, non vuoi rinunciare all’eredità, ricorrendo allo strumento dell’accettazione con beneficio d’inventario riuscirai comunque a preservare senza problemi il tuo patrimonio personale.