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Ho diritto ad una parte del TFR percepito dal mio ex coniuge anche se siamo separati?

Pubblicato il 5 febbraio, 2019 | Ambito: Uncategorized

 

Diritto dell’ex coniuge al TFR: le condizioni

Il diritto a una quota del TFR spetta al coniuge divorziato, ma non a quello separato.

La legge sul divorzio stabilisce che all’ex coniuge spetta una quota del TFR percepito dall’altro, solo se ricorrono le seguenti condizioni:

  • la coppia ha divorziato;
  • all’altro coniuge è stato riconosciuto l’assegno divorzile, che non deve essere stato accettato in un’unica soluzione, ma percepito periodicamente;
  • l’altro coniuge non deve aver contratto nuove nozze;
  • il rapporto di lavoro in base al quale l’ex coniuge ha ottenuto il TFR deve essersi svolto prima del divorzio e non dopo.

Si tratta di una specie di ricompensa riconosciuta al coniuge per aver consentito all’altro di dedicarsi alla carriera.

 

Il diritto a percepire una quota del TFR

All’ex coniuge viene riconosciuto solo una parte del TFR: tale quota è pari al 40% dell’indennità totale, ma nel calcolo della stessa occorre considerare soltanto gli anni di matrimonio che coincidono con il rapporto di lavoro.

Devi sapere, inoltre, che nella determinazione della durata del matrimonio, si tiene conto anche dell’eventuale periodo di separazione legale; in altri termini,la legge considera il periodo di separazione compreso nel matrimonio.

Al riguardo, è utile ricordare che la Cassazione ha, in più occasioni, evidenziato che il diritto dell’altro coniuge alla quota del TFR nasce quando l’indennità di fine rapporto sia maturata al momento o dopo la presentazione della domanda di divorzio, ma non anche quando il diritto al TFR sia maturato prima di essa.

Se, dunque, l’ex coniuge ottiene il pagamento del TFR durante il periodo di separazione e prima del divorzio, l’ex coniuge, pur non potendo reclamare la sua parte potrà, tuttavia, chiedere che il giudice tenga conto dell’importo percepito dal coniuge:

  • nella quantificazione dell’eventuale assegno di mantenimento (nell’ipotesi in cui la causa di separazione sia ancora pendente);
  • oppure in un successiva richiesta di aumento dell’assegno di mantenimento, presentando apposita domanda di modifica delle condizioni della separazione.