Esdebitamento, Esdebitazione e sovraindebitamento differenze, significato e origine.

Che cosa si intende per sovraindebitamento?

In concreto, il sovraindebitamento costituisce un fenomeno che nel nostro paese fa registrare di anno in anno una continua crescita; esso consiste in “una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio liquidabile per farvi fronte, nonché la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni

In altre parole, il soggetto sovraindebitato versa in una situazione economica che non gli consente più di far fronte al debito contratto poiché quest’ultimo risulta essere costantemente maggiore rispetto al suo reddito disponibile e al patrimonio liquidabile.

La perdita del posto di lavoro, una patologia prolungata, un grave infortunio occorso sul luogo di lavoro, una crisi familiare, costituiscono tutte delle potenziali cause che possono portare  famiglie o singoli privati ad una situazione di crisi da sovraindebitamento.

Pertanto, l’intento del legislatore del 2012 era proprio quello di arginare il suddetto fenomeno predisponendo in favore dei debitori, in buona fede e non assoggettabili al fallimento, delle procedure idonee a cancellare una consistente parte dei loro debiti; le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento inducono il creditore ad accettare il piano di rientro proposto dalla parte debitrice, in quanto gli viene garantita una soddisfazione, seppur parziale, delle ragioni creditorie in un periodo di tempo ridotto rispetto a quello richiesto dall’esercizio di un’azione esecutiva; il debitore, invece, trarrà come vantaggio l’eleminazione (c.d esdebitazione) di un’ampia parte dei suoi debiti (lo stralcio può raggiungere anche l’80% della complessiva esposizione), i quali non saranno più esigibili da parte dei creditori.

La nuova legge 155/2017

Se da un lato la legge n. 3/2012 è stata la prima normativa ad introdurre nel nostro

paese la possibilità per il debitore, non fallibile, in crisi da sovraindebitamento di ottenere lo stralcio dei propri debiti, dall’altro, la recente legge n. 155/2017 ha avuto l’importante merito di semplificare le procedure di composizione della crisi.

Tale razionalizzazione sul piano procedurale si è rivelato un passo quasi obbligato, posto che la precedente legge del 2012, nonostante abbia consentito a diverse persone di superare il grave problema dei debiti accumulati, in molti altri casi si è dimostrata particolarmente limitativa, soprattutto nella fase di accesso alle stesse procedure.

Anche la nuova legge si rivolge a tutti i soggetti che secondo l’ordinamento italiano non sono assoggttabili al fallimento. Più precisamente, facciamo riferimento a:

  • consumatori (famiglie, dipendenti, pensionati);
  • liberi professionisti iscritti ad albi e ruoli;
  • imprese non fallibili (ossia quelle con un fatturato annuo inferiore a 200.000 euro e debiti per meno di 500.000 euro, oltre ad un patrimonio inferiore a 300.000 euro);
  • aziende agricole di ogni dimensione;
  • start up innovative;
  • enti no profit;
  • enti privati;
  • società di professionisti.

Il debitore in crisi da sovraindebitamento potrà dunque soddisfare le ragioni dei suoi creditori, sottoponendo agli stessi un piano di rientro compilato alla luce di quella che è la sua reale condizione economica, azionando una delle seguenti procedure:

  • Piano del Consumatore: riservato ai consumatori (famiglie, pensionati, liberi professionisti ecc.). Il Giudice, in concreto, verifica quanto può il debitore è in grado di pagare, garantendogli un parte di reddito sufficiente per il sostentamento del nucleo famigliare.
  • Concordato Minore: è una procedura che a differenza del Piano del Consumatore è rivolta alle imprese; anche in questo caso viene proposto il piano di rientro ai creditori, che sarà omologato dal Giudice solo con il consenso di almeno il 60% dei creditori.
  • liquidazione del patrimonio: per far fronte alle situazioni debitorie che presentato maggiori difficoltà, è possibile ricorrere alla procedura di liquidazione delle sostanze patrimoniali del soggetto sovraindebitato, ottenendo, dopo tre anni dall’apertura della suddetta procedura, la cancellazione dei debiti non saldati con il ricavato della vendita dei beni costituenti il patrimonio del debitore.

È bene evidenziare che il Piano del Consumatore non richiede il consenso dei creditori: pertanto, per conseguire la riduzione dei debiti è sufficiente la decisione del giudice che dichiara lo stralcio di una percentuale del passivo maturato.

Attivite le procedure di sovraindebitamento, si verifica in maniera automatica la sospensione delle procedure esecutive attivate contro il debitore (pignoramenti mobiliari, presso terzi, immobiliari ecc…);

Le procedure di sovraindebitamento riescono a liberano l’istante da propri debiti entro un periodo che oscilla tra i tre ed i cinque anni, vale a dire un periodo più breve di quello previsto dalla precedente legge n.3/2012, che prevedeva un periodo minimo di quattro anni.

Risulta evidente come questa procedura (il Piano del Consumatore) sia molto vantaggiosa per il consumatore. Importante sapere che il consumatore può anche essere l’imprenditore, quando il debito viene contratto per la famiglia e non per l’impresa.

L’esdebitazione e l’esdebitamento

Stai cercando informazioni sui modi in cui è possibile ottenere l’esdebitamento, vale a dire la cancellazione di tutti quei debiti che non sei più in grado di pagare? Bene, in questo paragrafo ti spiegherò che cos’è l’esdebitamento e in che modo può essere raggiunto.

Talvolta si tende a fare un po’ di confusione in merito alla sua nozione, in quanto tale termine può essere utilizzato in due casi distinti, cioè con riferimento:

  • all’imprenditore fallito, intesa come persona fisica
  • ai soggetti non fallibili (privati, pensionati, professionisti piccoli imprenditori), in crisi da sovraindebitamento.

Ebbene, con il presente contributo ci soffermeremo sull’esdebitamento relativo a ques’ultima ipotesi, quale risultato delle procedure di sovraindebitamento introdotte dalla legge 3/2012, in seguito sostituita dalla legge n. 155/2017.

Esdbitamento ed esdebitazione: significato

Anzitutto, molto incertezze deriva dalla somiglianza dei due termini in esame: in questa sede, è sufficiente precisare che  si tratta, semplicemente, di due sinonimi che nel corso del presente articolo cercheremo di utilizzare indistintamente.

Come già accennato nel precedente paragrafo, per esdebitazione si intende la cancellazione dei debiti di coloro che non sono assoggettabili al fallimento e alle altre procedure concorsuali, quale risultato previsto da una legge in vigore nel nosto ordinamento da meno di dieci anni, ma che ancora risulta essere ai più pressoché sconosciuta.

In particolare, la possibilità di ottenere l’esdebitamento in passato era riservata soltanto gli imprenditori soggetti al fallimento: mentre la legge n. 3/2012, prima, e la legge 155/2017, poi, hanno avuto l’importante merito di estendere anche ai privati la possibilità di essere liberati dalla propria esposizione debitoria.

Bisogna tuttavia stare molto attenti perché in molti considerano l’esdebitazione come un meccanismo di automatica ed generica riduzione del debito: niente di più errato! È importante invece ricordare che il nostro legislatore richiede ai fini dell’esdebitazione la ricorrenza di una serie di condizioni e presupposti che il sovraindebitato deve necessariamente conoscere per poter agire in maniera informata ed ottenere così risultati rapidi e concreti.

Chi può ottenere l’esdebitazione?

Le caratteristiche per poter essere esdebitato sono le stesse per poter accedere alla legge sul sovraindebitamento.

Pertanto, l’esdebitazione potrà essere conseguita da: consumatori; professionisti, imprese non fallibili; aziende agricole di tutte le dimensioni; start up innovative, enti privati,  ecc.

In secondo luogo, è necessario essere sovraindebitati: significa aver contratto dei debiti che ragionevolmente non si è in grado di pagare a causa del grave e persistente situazione economica e patrimomiale. A titolo di esempio: se devo corrispondere mensilmente a titolo di rate per mutuo e prestiti personali 1000 euro, ma al momento della richiesta dei prestiti potevo contare anche sullo stipendio del mio coniuge; è chiaro che finirei per sovraindebitarmi qualora ques’ultima entrata venisse meno a causa di una malattia prolungata o della perdita del posto di lavoro, poiché il redditto familiare sarebbe inevitabilmente dimezzamento.

Altro requisito importante per accedere ad una delle tre procedure per la composizione della crisi da sovraindebitamento è non avere commesso atti che possano aver danneggiato le ragioni dei miei creditori; un altro caso esemplificativo può aiutarci a comprendere questo passaggio: se vendo un’abitazione e occulto dei soldi  su un conto estero anziché saldare i miei debiti, non potrò accedere alla legge 155/2017.

Quindi se verso in uno stato di crisi da sovraindebitato, appartengo alla categoria dei soggetti non fallibili e ho sempre adottato una condotta corretta nei confronti dei miei creditoti, mi sarà certamente riconosciuta l’opportunita di accedere alla legge n. 155/2017 ed ottenere così l’esdebitamento di gran parte dei miei debiti.

Gli effetti del decreto di esdebitamento

L’esdebitazione si verifica a seguito di apposito provvedimento del Giudice che omologa il piano di rientro.

Di seguito l’elenco dei principali effetti dell’esdebitazione:

I debiti assunti in un periodo antecedente alla procedura divengono inesigibili: vale a dire che il soggetto sovraindebitato non dovrà più pagare il passivo contratto prima della presentazione della domanda (ovviamente rispondera di quello assunto nel periodo successivo alla stessa), né tantomento sarà tenuto al pagamento degli interessi, anche se successivi alla presentazione della istanza.

Eventuali procedure esecutive attivate dai singoli creditori saranno dichiarate estinte.

Eventuali pegni o ipoteche (c.d. garanzie reali), essendo accessori al debito, si estingueranno con la cancellazione di quest’ultimo.

L’esdebitazione riguarda altresi l’esposizione debitoria accumulata nei confronti del Fisco, compresi i debiti IVA.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *