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EQUITALIA SBAGLIA IL PIGNORAMENTO – Scatta la condanna del Tribunale

Pubblicato il 6 dicembre, 2013 | Ambito: IMPRESA

 

Il giudice del tribunale civile accoglie il ricorso della società Gravet, annulla il procedimento, dichiarandolo illegittimo e impone alla società di riscossione il pagamento delle spese legali.

 Equitalia sbaglia il pignoramento, ma va avanti ugualmente con il procedimento. Ora è arrivata la sentenza del giudice civile che ha bloccato la società di riscossione annullandone il provvedimento, dichiarando l’illegittimità dello stesso e imponendole il pagamento delle spese legali. E l’azienda che ha vinto la sua battaglia sta valutando ora la richiesta di risarcimento danni. Il pronunciamento del giudice civile di Treviso Elisa Fazzini è arrivato a fine marzo e rappresenta un precedente destinato a essere fatto valere in futuro anche da altri soggetti. Tutto ha inizio nel luglio del 2011 quando Equitalia fa scattare nei confronti di una società debitrice un pignoramento mobiliare da 150 mila euro. I beni su cui la società di riscossione intende mettere i sigilli per poi venderli all’asta, sono i macchinari dell’azienda. Il fatto è che, nel frattempo, la società debitrice ha ceduto i beni in questione a un’altra società, attraverso un contratto d’affitto aziendale. I macchinari, insomma, sono ora nella disponibilità di un terzo – la Gravet srl di Cimadolmo – azienda sanissima, che nulla c’entra e che non ha alcuna pendenza con Equitalia. La procedura avviata dalla società di riscossione rischia di bloccarne, ingiustamente, l’attività. Per scongiurare tale rischio, la Gravet corre immediatamente ai ripari e invia a Equitalia la comunicazione che è stata adottata una procedura sbagliata e che il pignoramento è da considerarsi illegittimo. Invita pertanto la società ad annullare il procedimento in autotutela. Ma Equitalia non risponde e tira dritto fissando per il mese successivo, agosto, la vendita all’asta dei macchinari. La Gravet è costretta così a rivolgersi al tribunale di Treviso presentando un ricorso con il quale chiede l’annullamento del pignoramento. Il giudice sospende immediatamente l’esecutorietà del provvedimento bloccando l’asta e garantendo alla società che ha i beni in affitto di continuare regolarmente la sua attività.

E lo scorso marzo è arrivata la sentenza del giudice Fazzini che ha stoppato Equitalia annullandone il provvedimento e dichiarando illegittima la procedura intrapresa in quanto i beni mobili non erano nella diretta disponibilità del debitore. Ma non basta: il tribunale di Treviso ha altresì condannato la società di riscossione a pagare le spese legali per un totale di circa 10 mila euro. La Gravet aveva chiesto inoltre il risarcimento dei danni: richiesta, questa, che il giudice non ha accolto.

La sentenza del giudice Fazzini rappresenta comunque un primo, significativo, stop a Equitalia.