DIVISIONE IMMOBILIARE:

Hai bisogno di un consulto veloce da parte di uno dei nostri esperti?

Avv. Maurizio Lazzari
Studio Legale Lazzari

SIAMO ESPERTI IN CASI DI DIVISONE IMMOBILIARE

COSA POSSIAMO GARANTIRE AI NOSTRI CLIENTI:
  • massima serietà
  • competenza ed esperienza
  • presenza in tutta Italia

Il punto di partenza è un’analisi iniziale gratuita, quello di arrivo è la rapida e serena divisione dell’immobile in comproprietà.

Ti trovi in una di queste situazioni?

Tu e gli altri
comproprietari non
riuscite a trovare un
accordo su come
suddividere l’immobile?

L’immobile di cui
sei comproprietario
risulta essere
non facilmente
divisibile?

Vorresti dividere
l’immobile acquistato
in comunione, ma
gli altri comproprietari
si rifiutano?

I prossimi passi:

Ecco quali sono i prossimi passi per una veloce e sicura divisione immobiliare

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ESAME DEL CASO

Valutiamo gratuitamente la tua situazione: tu dovrai solo descriverci la vicenda e i nostri esperti individueranno la soluzione più adatta al tuo caso.

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RACCOLTA DOCUMENTAZIONE

Ti aiuteremo a raccogliere la documentazione necessaria ad attivare la pratica di divisione immobiliare.

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PROCEDURA DI MEDIAZIONE OBBLIGATORIA

Se non esistono i presupposti per una divisione amichevole dell'immobile, prima di avviare il giudizio di divisione, dovremo tentare di raggiungere un accordo bonario davanti a un Organismo di mediazione.

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PROCEDURA GIUDIZIARIA

Se non riusciremo a raggiungere un accordo bonario, risolveremo la questione in Tribunale.

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DIVISIONE DELL’IMMOBILE

La causa si conclude con la divisione dell’immobile e l’attribuzione ai comproprietari di una parte ben definita del bene o con l’assegnazione di una somma di denaro pari al valore della quota di comproprietà. Se l’immobile non è facilmente divisibile verrà trasferito al comproprietario (o ai comproprietari) disposto/i ad acquistarlo per intero.

Divisione degli immobili in comproprietà

Il nostro Studio Legale, ha consolidato una notevole esperienza nelle pratiche di divisione delle proprietà possedute in comunione da più soggetti.

È il caso della successione ereditaria che abbia fatto pervenire a più eredi una quota di proprietà di un medesimo bene, o della comunione originata da un matrimonio tra coniugi che abbiano acquistato un bene in costanza di matrimonio e che hanno ora l’esigenza di dividerlo; o dell’acquisto di un bene fatto a qualunque titolo da più soggetti che ora non hanno più interesse a mantenerlo in comproprietà.

Allo scioglimento della comunione si può giungere in vari modi: uno è quello in cui uno dei contitolari acquista le quote degli altri contitolari, diventando unico titolare del bene; l’altro mezzo è la divisione delle proprietà o beni.
L’atto di divisione è uno strumento giuridico mediante il quale avviene la cessazione dello stato di comunione esistente tra più soggetti in relazione a un determinato bene immobile. Con la divisione si stabilisce quindi l’attribuzione a ciascuno dei soggetti della proprietà esclusiva di una parte del bene comune.

Ogni volta che avrai anche solo un dubbio relativo allo scioglimento della comunione su un bene, contatta quindi il nostro Studio che da anni gestisce casi di divisione immobiliare

Scegli la sede a Te più vicina:

  • Bologna
  • Lecce
  • Roma

Ci spiegherai la Tua vicenda e solo successivamente

se ci saranno i presupposti e deciderai di proseguire con la pratica, ci fornirai tutti i documenti in tuo possesso ed eventualmente quelli che Ti consiglieremo di procurarti o che ci incaricherai.

Esamineremo la tua situazione e ti suggeriremo le varie alternative da adottare.
Sciogliere una comunione è un tuo diritto. Noi Ti aiuteremo a farlo valere!

Se pensiamo ad esempio ad un immobile, l’atto di divisione consiste nel passaggio dalla titolarità comune a più soggetti, all’attribuzione per ogni soggetto di una parte ben definita dell’immobile stesso, secondo la quota a lui spettante.
Spesso capita che il fabbricato (ad esempio una corte o un edificio su vari piani) sia di dimensioni tali da poter essere diviso in più unità immobiliari.
Nelle divisioni di immobili non è raro, però, che la conformazione del fabbricato impedisca una suddivisione corrispondente in modo preciso alle quote spettanti a ciascun soggetto.
In questa situazione individuare superfici di uguale dimensione sulle planimetrie è un’operazione non agevole. Quindi occorre ragionare sulla struttura dell’immobile e trovare soluzioni tecnicamente più appropriate, anche se squilibrate. In questo caso è probabile che siano attribuiti ad uno o più condividenti beni per un valore complessivo eccedente quello a loro spettante. A questo punto la divisione, per parte eccedente la quota di diritto, sarà considerata una vendita. Le parti che acquisiscono porzioni di fabbricato maggiori rispetto a quelle a loro spettanti compreranno di fatto quelle porzioni in più.
Il nostro Studio fornisce consulenza e assiste il cliente nella fase delle trattative per raggiungere un accordo sullo scioglimento della comunione, consigliandolo e partecipando all’attività di confronto con il notaio per la redazione dell’atto di divisione.

Non occorre dimenticare che nella divisione di immobili l’Avvocato è l’unica figura professionale che possa interamente assistere il cliente sino al raggiungimento del risultato finale.

La divisione delle proprietà infatti può essere raggiunta in due modi: il primo è quello delle c.d. divisioni “amichevoli” o contrattuali, che si concludono cioè con un accordo tra le parti racchiuso in un contratto; il secondo è quello delle divisioni “giudiziali”, e quindi “non amichevoli”, che si concludono con una sentenza del Tribunale che pone fine alla comunione.
L’Avvocato quindi, avendo competenze specifiche sulla materia, può assistere i propri clienti sia in una divisione amichevole, favorendo la mediazione tra le parti per giungere alla ripartizione bonaria del bene oggetto di comunione; ma è anche l’unico che può rappresentare in giudizio i propri clienti qualora l’altro soggetto con cui è in essere la comunione non sia disposto ad addivenire ad un accordo.

Possiamo seguire la tua causa anche nella tua città

Tre sedi operative e decine di Avvocati in tutta Italia

  • Bologna

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Testimonianze

luca

Ho un immobile in comproprietà con i miei fratelli. È stata per anni la casa dove tutti, alternativamente, abbiamo passato le vacanze con le nostre famiglie. Trovandomi in difficoltà economiche, ero disponibile a cedere la mia quota, ma nessuno  era intenzionato ad acquistarla. La situazione è stata risolta solo con l’intervento dello Studio Legale Lazzari, la cui assistenza è stata decisiva per il raggiungimento di un accordo di divisione dell’immobile.

ROBERTO

Io e mia moglie eravamo proprietari al 50% della casa coniugale; in seguito alla separazione, il giudice ha disposto l’assegnazione dell’immobile in suo favore affinché l’abitasse con i nostri figli; consapevole che non avrei più potuto sfruttare il bene, ho proposto a mia moglie di acquistare la mia quota e, prospettandole, in alternativa, la possibilità di alienarla a terzi; mio malgrado, nonostante i vari tentativi, non siamo mai riusciti a trovare un intesa; determinante è stata l’assistenza prestata dagli avvocati dello Studio Legale Lazzari, i quali, dopo aver esaminato la questione, mi hanno consigliato di ricorrere alla divisione giudiziale. Tutto si è risolto rapidamente, poiché l’immobile risultava agevolmente divisibile in due autonomi appartamenti.

LUIGI

Anni fa, io ed un mio caro amico acquistammo in comunione un appartamento di piccole dimensioni. Dho perso il lavoro, così ho manifestato al comproprietario la volontà di vendere la mia quota: il problema era che il mio amico non intendeva acquistare la mia parte né era disposto affinché io la vendessi ad un altro soggetto. Così mi sono rivolto agli avvocati dello Studio Lazzari, per merito dei quali io e il mio amico siamo riusciti a trovare un’intesa che consideravo ormai impossibile da raggiungere. Devo dire grazie, anche per aver salvato un’amicizia che dura da oltre 30 anni.

Oltre alla consulenza legale
pensiamo anche a tutto il resto

Uno dei principali punti di forza del nostro Studio è l’aver maturato negli anni una pluriennale esperienza nei casi di divisione d’immobili in comproprietà.
Lo Studio Lazzari favorisce, inoltre, il costante aggiornamento professionale dei propri avvocati, i quali accrescono e consolidano le competenze pratiche e teoriche nel campo delle divisioni immobiliari mediante la costante partecipazione a convegni, master e corsi di specializzazione.

Altra importante prerogativa dello Studio è <span=”color:#08446a”>LA TRATTAZIONE CONGIUNTA DELLA PRATICA DA PARTE DI ALMENO DUE LEGALI QUALIFICATI IN QUESTO PARTICOLARE AMBITO GIURIDICO, chiamati a dare risposta a ogni dubbio o interrogativo posto dal cliente.

Lo Studio offre inoltre un servizio di consulenza e assistenza “a distanza” , reso possibile grazie all’utilizzo dei più moderni e avanzati strumenti informatici: il nostro assistito avrà così la possibilità di trasmetterci direttamente tutta la documentazione necessaria ad avviare la sua pratica oppure potrà, semplicemente, richiedere ai nostri esperti un parere legale, per scoprire come poter salvaguardare i propri interessi.
Questo modo di operare ci consente non solo di abbreviare i tempi di studio e analisi della questione ma, soprattutto, di definire la causa con SUCCESSO NEL MINOR TEMPO POSSIBILE.

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Scegli uno studio legale in base alla sua specializzazione
e non fermarti al luogo in cui ha sede

Generalmente, CHI INTENDE DIVIDERE UN IMMOBILE DI CUI È COMPROPRIETARIO , pensa che la cosa migliore da fare sia quella di rivolgersi a uno studio legale a lui vicino, situato nella sua stessa città o comunque non troppo distante dalla zona in cui vive.
A nostro avviso, questo modo di pensare non è propriamente corretto perché ciò che realmente conta è richiedere consulenza a uno studio legale che, negli anni, abbia maturato una solida esperienza in un determinato settore giuridico.

In altri termini, la vicinanza dello studio legale al luogo in cui risiedi è un elemento che certamente non sarà decisivo per il buon esito della tua pratica; l’aspetto che invece risulta essere fondamentale, l’unico realmente in grado di aumentare le tue chances di successo, è quello di essere assistiti da avvocati effettivamente qualificati nella gestione di pratiche di divisione immobiliare.

Ricorda che il nostro Studio si avvale del contributo dei MIGLIORI LEGALI E CONSULENTI SPECIALIZZATI, i quali verranno scelti in base alla specificità del caso.

Per Noi è del tutto indifferente il luogo in cui è posizionato l’immobile in comunione: che si tratti di un’abitazione situata a Napoli, o di un terreno ubicato a Torino piuttosto che a Palermo, saremo sempre in grado di gestire agevolmente la tua causa, sia in sede stragiudiziale che, eventualmente, in quella giudiziale, poiché il nostro Studio, oltre alle 3 sedi principali di Lecce, Roma e Bologna, vanta oltre 70 domiciliazioni, che ci consentiranno di garantire un’adeguata assistenza su tutto il territorio nazionale.

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Prestiamo assistenza e consulenza
in tutta Italia

Lo Studio Legale Lazzari opera in tutta Italia e mette al tuo servizio l’esperienza e la competenza di tutti i suoi professionisti.

Il tuo unico “impegno” sarà quello di inviarci copia della documentazione in tuo possesso o che ti consiglieremo di procurarti.
La documentazione ricevuta sarà, poi, esaminata dai nostri legali e consulenti specializzati, i quali, a seconda dei casi, ti supporteranno durante le trattative tese a raggiungere un’intesa sulla ripartizione dell’ immobile oppure, nel caso in cui non fosse possibile procedere ad una divisione amichevole, ti offriranno assistenza durante il procedimento di divisione giudiziale.

L’ATTIVITÀ SVOLTA SARÀ PER TE COMPLETAMENTE GRATUITA IN CASO DI ESITO NEGATIVO.

In altre parole, anche se l’esito della TUA pratica dovesse risultare sfavorevole, nessuna spesa ti sarà addebitata per la consulenza ricevuta dal nostro Studio.

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Avvocati esperti nella divisione immobiliare

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Domande frequenti

Che differenza c’è tra una divisione amichevole o contrattuale, ed una divisione giudiziale?

La differenza tra i diversi tipi di divisione delle proprietà non risiede nello strumento tramite il quale si ottiene la divisione (contratto o sentenza), bensì nella possibilità di derogare alle norme previste dalla legge in tema di divisione.
Ad esempio con una divisione amichevole si può prevedere che ad uno dei proprietari venga assegnata la nuda proprietà del bene, e all’altro l’usufrutto del medesimo bene. Giudizialmente invece ciò non sarebbe possibile, essendo unicamente previsto che la divisione si effettui assegnando ad ogni contitolare una parte del bene (senza procedere ad una modifica dei propri diritti reali sul bene).
Ed ancora amichevolmente si potrebbe giungere ad una divisione delle proprietà che assegni a un titolare tutti i beni immobili e all’altro tutti i beni mobili, mentre le norme sulla divisione prevedono che ad ogni contitolare vada una parte sia dei beni mobili che di quelli immobili.
Quindi nell’ipotesi di divisioni giudiziali, la disciplina dettata dalla legge sullo “scioglimento della comunione” non è derogabile, contrariamente a quanto avviene amichevolmente.

Chi può chiedere la divisione giudiziale e chi deve partecipare al giudizio?

Ciascun comproprietario, qualsiasi sia la sua quota sul bene, può in qualsiasi momento rivolgersi al Tribunale per ottenere lo scioglimento della comunione.
A partire dal 20 settembre 2013, però, prima di avviare una causa relativa ad una divisione è necessario dar corso a un procedimento di mediazione innanzi a un organismo riconosciuto dal Ministero della Giustizia, con l’assistenza di un avvocato. Se la mediazione non viene esperita e la causa viene avviata ugualmente, entro la prima udienza il Giudice può rilevare la “non procedibilità” della causa giudiziale. La “non procedibilità” può essere fatta valere anche dalla controparte (ossia dal c.d. “convenuto”), sia pure entro un preciso termine di decadenza.
Se la mediazione non riesce, la richiesta di divisione giudiziale può essere fatta in qualunque momento, non essendo previsto alcun limite temporale.
Il giudizio di divisione deve essere promosso nei confronti di tutti i comproprietari. Devono inoltre necessariamente partecipare al giudizio i creditori che abbiano garanzie sul bene oggetto di comunione (come ad esempio, un’ipoteca iscritta su un immobile) e coloro che abbiano diritti sul bene (come, ad esempio, l’inquilino che abbia in corso un contratto di locazione ultranovennale su un bene immobile oggetto di divisione).

Può il creditore di uno dei comproprietari di un immobile, mettere in vendita l’intero bene, salvo poi liquidare gli altri proprietari non debitori in proporzione al ricavato?

Non è esatto affermare che il creditore possa direttamente e immediatamente mettere in vendita un intero immobile di proprietà di più soggetti, quando solo uno di questi è debitore, e poi liquidare gli altri comproprietari non debitori.
Nel caso di beni in comunione tra più soggetti, se uno solo di questi è debitore, bisogna rispettare un procedimento di esecuzione forzata particolarmente complesso. Tale procedura, in prima battuta, tende ad agevolare la divisione dell’immobile su accordo fra i vari comproprietari.
Naturalmente, si deve trattare di ipotesi in cui la divisione dell’immobile deve essere possibile (si pensi a un terreno che può essere frazionato in più parti o a una villetta dalla quale possono essere ricavate più unità abitative autonome e distinte, ciascuna per ogni comproprietario).
Nell’ipotesi in cui la divisione non sia possibile o, comunque, in caso di mancato accordo sulla divisione tra creditore pignorante, debitore e altri comproprietari, il giudice può anche autorizzare la vendita della sola quota immaginaria del debitore, se ritiene probabile di realizzare un prezzo “pari o superiore al valore della stessa”. Il valore dell’immobile viene determinato da una perizia nel corso del procedimento di espropriazione.
Questa procedura può svolgersi solo davanti al giudice dell’esecuzione.
È agevole intuire che, se la quota non è rilevante, pochi soggetti sono disposti ad acquistarla. Se la vendita della quota non va in porto, il processo di espropriazione si estingue e la quota rimane al debitore.

Quando un immobile risulta essere “non facilmente divisibile”?

Quando un immobile indivisibile è in comunione ereditaria, il disposto normativo di cui all’art 720 c.c., con l’espressione “non comodamente divisibili” fa riferimento a quei beni immobili che per essere divisi richiederebbero soluzioni tecniche costose o la cui divisione ne comprometterebbe la funzionalità o il valore, tenendo conto anche della loro destinazione d’uso. La norma in esame, anche se si riferisce ai soli beni immobili, è applicabile altresì alle aziende, ai beni mobili e ai beni assolutamente indivisibili, poiché la divisione farebbe venire meno l’uso cui sono destinati.

Esistono dei criteri da seguire per la divisione dell’immobile in comproprietà?

Si, il legislatore, al riguardo, indica più soluzioni fra loro alternative, le quali sono elencate secondo un ordine di preferenza.
Il primo criterio da seguire è l’assegnazione dell’intero bene immobile al comproprietario titolare della quota maggiore.
Ciò significa, dunque, che se l’immobile venisse assegnato al condividente con la percentuale di proprietà più elevata, costui sarebbe tenuto a conguagliare gli altri comproprietari.

Che succede se il condividente con quota maggiore non si rende disponibile all’assegnazione dell’intero bene?

In tal ipotesi, due o più dei restanti comproprietari potranno chiedere che il bene venga loro assegnato in comunione secondo gli accordi tra di loro presi.

Nel caso in cui sia il comproprietario con quota maggiore che gli altri due o più dei restanti condividenti chiedano l’assegnazione dell’intero bene, chi prevale?

Secondo un costante orientamento della giurisprudenza di legittimità occorre favorire il condividente singolo che dispone della quota più alta, in virtù di un più principio, ricavabile dalle norme sulla proprietà, che privilegia appunto la proprietà individuale.

Che cosa accade se nessuno dei condividenti richiede l’assegnazione dell’intero immobile?

In quest’ultimo caso, l’unica soluzione è rappresentata dalla vendita dell’immobile all’asta. La procedura potrà essere giudiziale oppure, qualora vi sia accordo fra i condividenti, potrà svolgersi privatamente.
Nel primo caso le operazioni di vendita potranno essere condotte direttamente dall’autorità giudiziaria o dal professionista delegato.