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Come scegliere un buon Studio Legale

Pubblicato il 20 ottobre, 2018 | Ambito: IMPRESA, PATRIMONIO, PERSONA

Con il presente articolo saranno illustrate le 10 caratteristiche che, generalmente, consentono di valutare il grado di affidabilità e professionalità di uno studio legale;

Un breve decalogo, dunque, rivolto a chi necessita di un’assistenza legale affinché possa essere guidato nella scelta di un “buon studio”.

1) Competenza ed esperienza

È essenziale che lo Studio legale sia composto da professionisti in grado di trattare  agevolmente determinate materie giuridiche, le quali richiedono il possesso di competenze teoriche e pratiche; è importante, quindi, che lo studio favorisca il costante aggiornamento professionale degli avvocati che operano al suo interno, i quali potranno arricchire e consolidare le proprie conoscenze giuridiche mediante la partecipazione a convegni, master e corsi di specializzazione.

È fondamentale, dunque, che lo Studio adotti un approccio professionale con la clientela, trattando soltanto questioni rispetto alle quali vanti una buona competenza e una solida esperienza, evitando quindi di assumere incarichi riguardanti ambiti sconosciuti o di rado praticati.

In questo modo, lo studio, grazie alla sinergia di professionisti esperti, sarà in grado di fornire un’assistenza di tipo multidisciplinare e di elevata qualità.

2) Presenza di professionisti specializzati

Quando si discute dell’avvocato civilista, si fa riferimento a un professionista del mondo giuridico esperto nell’ambito del diritto civile; nondimeno, questo ramo dell’ordinamento è talmente ampio da essere ripartito, al suo interno, in specifiche materie e, per ognuna di essa, esiste una particolare specializzazione; di conseguenza, uno studio civilista, potrà risultare specializzato nel diritto del lavoro o nel diritto commerciale o in quello delle successioni o, ancora,  sulla responsabilità medica ecc..

Il riconoscimento delle specializzazioni degli avvocati non è chiaro e generale come quello di altre figure professionali, tuttavia è agevole comprendere che, ad esempio, uno studio divorzista affronterà, quasi sempre, cause di separazione e divorzio, e ciò gli consentirà di acquisire nel tempo maggiore competenza ed esperienza in quella specifica materia.

D’altra parte, l’esigenza degli avvocati di specializzarsi in un determinato settore diventa oggi più urgente rispetto al passato, sintomo dei tempi che cambiano e delle problematiche che complicano sempre di più.

Un’altra considerazione risulta opportuna: lo studio legale specializzato in un determinato campo, avendo un raggio di azione più limitato, risulterà anche più aggiornato, in quanto i professionisti che operano al suo interno avranno maggiore tempo da dedicare per il perfezionamento della  proprie conoscenze.

3) Dimensione

Anche la “dimensione” costituisce un carattere che assume particolare rilievo nella scelta di uno studio legale.

È noto che alcuni studi legali siano costituiti da uno o pochi avvocati, altri (quelli che solitamene operano nelle grandi metropoli) impegnano, invece, fino a un centinaio persone, tra professionisti e dipendenti.

Ebbene, come scegliere lo studio più adatto alle proprie esigenze? Occorre, anzitutto, muovere dal livello di complessità della questione da sottoporre all’attenzione dello studio: pertanto, se si sta pianificando un grosso guadagno tramite un’operazione commerciale complessa, che implica l’investimento di consistenti somme di denaro, sarebbe opportuno rivolgersi a uno studio legale affermato, in grado di impiegare sulla pratica più legali, magari specializzati in differenti materie giuridiche. Viceversa, se occorre una consulenza per la soluzione di una questione caratterizzata da una circoscritta difficoltà, si potrebbe tranquillamente optare per la scelta di uno studio legale di dimensioni più ridotte (composto finanche da un solo avvocato).

Tuttavia, è risaputo che all’interno di uno studio legale con un grande organico, molto oneroso e dispersivo, difficilmente la pratica viene assegnata al titolare dello studio, ma solitamente è rimessa al collaboratore, dotato di una competenza basica e con poca esperienza sulle spalle.

Ciò a conferma del fatto che in Italia, specialmente al sud, la realtà dei grandi studi legali fa fatica ad affermarsi, a differenza degli studi di medio-piccole dimensioni, i quali risultano essere superiori non soltanto dal punto di vista numerico, bensì soprattutto sotto il profilo del servizio fornito, poiché sono in grado di garantire una prestazione di maggiore qualità ed economicamente più vantaggiosa.

4) Disponibilità e rapidità d’intervento

Un altro aspetto da tenere in debito conto durante la scelta di uno studio legale è rappresentato dalla capacità dello studio di rispondere prontamente ai dubbi e agli interrogativi posti dal cliente nel corso della causa, di aggiornarlo in tempo utile sulle novità della pratica, nonché di impostare le difese con largo anticipo e in maniera attenta e scrupolosa.

Appare, quindi, meritevole di scelta lo studio che, in tempi rapidi, risponde alla propria utenza in modo appropriato, dimostrandosi sempre disponibile a rendere informazioni e chiarimenti, il tutto con la massima trasparenza e professionalità. Questo servizio denominato customer care (assistenza alla clientela) viene solitamente fornito dalla struttura di supporto dello studio legale, vale a dire dai  professionisti che costituiscono lo “zoccolo duro” su cui lo studio medesimo si fonda, i quali saranno un punto riferimento per la clientela.

5) Trasparenza e onestà

Altro carattere imprescindibile è che lo Studio Legale gestisca il rapporto con la clientela con massima trasparenza e onestà; ebbene, un buon metodo per valutare l’effettiva ricorrenza di tale caratteristiche è quello di procedere alla richiesta di un preventivo; ed infatti, la predisposizione di un preventivo scritto (a cui lo studio, peraltro, è sempre obbligato) consentirà all’assistito di conoscere l’effettiva complessità dell’attività che dovrà essere svolta ed avere, altresì, un quadro completo in ordine ai relativi costi. A questo punto, il cliente potrà consapevolmente decidere se conferire o meno l’incarico professionale, evitando così di subire sgradevoli sorprese al momento della presentazione della parcella.

Inoltre, sempre al fine di valutare il livello di trasparenza dello studio, è necessario verificare che lo stesso adempia all’obbligo d’informare il cliente sulle condizioni necessarie per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato. Orbene, una volta accertata la sussistenza dei requisiti di legge, il cliente dovrà essere assistito in modo del tutto gratuito, e lo Studio, solo in un secondo momento, potrà richiedere il pagamento dell’onorario direttamente dallo Stato.

6) Uso di un linguaggio comprensibile

A differenza di quanto accadeva in passato, oggigiorno, Il cliente sempre di più intende partecipare attivamente e condividere le scelte del suo avvocato; per tale ragione cerca di arrivare “preparato” all’appuntamento, documentandosi il più possibile sulla questione giuridica da sottoporre; sono quindi finiti i tempi in cui il cliente si affidava ciecamente nelle mani del professionista, conferendogli pieni poteri discrezionali. Di conseguenza, se da un lato è cambiato il profilo del “cliente medio”, dall’altro, sono mutati, di conseguenza, anche i rapporti e le relazioni tra il cliente e il suo legale di fiducia.

Ne deriva, quindi, che l’avvocato sempre di più verrà valutato non soltanto in base alle le proprie competenze giuridiche, ma anche alla luce delle doti comunicative esibite nel rapporto avvocato-cliente, consistenti nella capacità di spiegare, ascoltare, condividere con il cliente medesimo.

È molto importante, dunque, che all’interno di uno studio legale si adoperi un linguaggio basico, ed essenziale, che possa essere compreso non soltanto dagli addetti ai lavori, ma principalmente dalla clientela.

7) Storia

Uno studio legale che abbia maturato una storia professionale lunga decenni, apparirà agli occhi dei potenziali clienti come una struttura seria e affidabile, capace di crescere e affermarsi nel corso degli anni.

In aggiunta, devono essere evidenziati gli importanti benefici che uno studio legale potrebbe conseguire raccontando, semplicemente, la propria la storia (a patto che ne abbia una); infatti, la tecnica della narrazione consente allo studio di ridurre le distanze con i propri clienti. In altri termini, illustrare la storia dello studio (ad es. dedicando una specifica sezione sul proprio sito), e raccontando con trasparenza quello che avviene quotidianamente al suo interno, permette, in un certo senso, di avvicinare i professionisti agli utenti.

La narrazione, dunque, può risultare un ottimo strumento per sostenere il rilancio di uno studio legale in crisi; ed invero, se l’immagine seria e rigida dello studio o la sua scarsa riconoscibilità costituisce una delle cause che ha determinato allontanamento della clientela,  raccontarsi e narrarsi potrebbe essere certamente un ottimo spunto da cui ripartire.

8) Reputazione

Uno studio legale costruisce la propria reputazione e il proprio successo grazie alla costante ricerca della competenza, fornendo prestazioni tempestive e di qualità, nonché  utilizzando un linguaggio semplice e trasparente nei rapporti con la clientela.

Inoltre, ancora prima di avviare la pratica, la positiva reputazione vantata dai professionisti dello studio, favorisce l’instaurazione di un rapporto di fiducia con il cliente.

attualmente, assume altrettanta rilevanza la c.d. “reputazione on line” dello studio legale; in altre parole, risulta oggi molto importante monitorare le reazioni degli utenti sui social network, prendere atto dei commenti in coda ai contenuti pubblicati all’interno del blog e – più in generale – è indispensabile capire i motivi di eventuali dissensi o critiche mosse nei confronti dello studio legale.

In questi casi, dunque, il cliente, tramite la preliminare analisi di commenti e reazioni pubblicati su sito e profili social di un determinato studio legale, potrà comprendere il livello di soddisfazione dell’utenza rispetto alla prestazione professionale dallo stesso erogata.

9) L’uso della tecnologia

È indubbio che la tecnologia abbia portato un radicale cambiamento nella pratica forense, influenzando ogni suo aspetto; ed invero, con l’introduzione del processo civile telematico, l’utilizzo di internet e dei diversi dispositivi elettronici risulta essenziale per la concreta sussistenza dello studio legale; ciò significa che possedere un background tecnologico è diventato ormai un aspetto imprescindibile nel settore giuridico : avvocati, assistenti, segretarie e altri professionisti del settore, devono saper utilizzare i diversi programmi e applicativi (dall’elaborazione dei testi ai fogli elettronici, dai software di presentazione ai sistemi di calendarizzazione, ), i quali risultano indispensabili per l’intera gestione dello studio. È evidente, quindi, che la tecnologia vada oggi a discapito degli studi legali formati da avvocati professionalmente (e anagraficamente) più anziani, che hanno iniziato la propria carriera con carta e penna e il codice civile sulla scrivania e mostrano una certa resistenza nell’adattamento al mondo informatico, a differenza delle nuove generazioni che appaiono molto più aperte alle innovazioni.

Tale considerazione non ha lo scopo di distogliere il lettore dalla scelta di uno studio legale composto da avvocati giunti quasi all’epilogo della loro carriere, bensì rappresenta un monito, in quanto è necessario assicurarsi che lo studio risulti comunque dotato dei dispositivi elettronici minimi, essenziali per l’espletamento della prestazione, e che operino al suo interno collaboratori dotati delle indispensabili conoscenze tecnologiche.

10) L’erogazione di un servizio di consulenza on – line

In questo periodo storico, la maggior parte degli studi legali è in grado di offrire un servizio di consulenza e assistenza “a distanza”, vale a dire tramite l’utilizzo di moderni strumenti informatici (es. scambio di mail o videoconsulenza); in questo modo, il cliente è in grado di condividere con il professionista, in maniera rapida, tutta la documentazione di cui il professionista necessita per espletare il proprio incarico. Inoltre, se il cliente risulta dotato di firma digitale (usualmente una società, un professionista o comunque un soggetto con partita iva), potrà immediatamente rilasciare la procura alle liti necessaria per introdurre il giudizio.

Attualmente, numerosi sono gli studi che si sono dotati di un sito web, il quale rappresenta un valido strumento per creare un dialogo con i visitatori e offrire loro delle indicazioni, ma, soprattutto, consente di sviluppare reti di conversazioni personalizzate con tra i professionisti clientela.

Generalmente, lo studio legale che eroga il servizio di consulenza on line si affida a un gruppo avvocati specializzati in determinate materie, tra cui l’utente potrà scegliere a seconda delle peculiarità del suo caso. Dal punto di vista economico, il primo contatto è agevolato, sia perché l’incontro con professionista potrà realizzarsi standosene comodamente a casa, sia in quanto, solitamente, gli studi legali rendono la prima consulenza in forma gratuita.

Lo studio legale che fornisce un servizio di consulenza on line, consente al cliente non solo di abbattere i costi economici del primo appuntamento, ma permette, principalmente, di abbreviare i tempi dell’esposizione del problema.