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Come scegliere un buon avvocato

Pubblicato il 25 settembre, 2018 | Ambito: IMPRESA, PATRIMONIO, PERSONA

Quando si è obbligati a ricorrere alla consulenza legale, la scelta dell’avvocato rappresenta sempre un momento delicato e complesso, in quanto, nella maggior parte dei casi, il professionista incaricato assisterà il suo cliente per almeno sette, otto anni e forse anche per un lasso di tempo più lungo, visto l’abnorme periodo che mediamente caratterizza la durata dei processi celebrati in Italia.

Di solito, per la concreta individuazione del legale di fiducia, si finisce per ricorrere al classico metodo del passaparola, chiedendo un po’ in giro, nella cerchia dei parenti, amici, conoscenti; in altri casi, la scelta verrà effettuata con l’ausilio di internet, atteso che, oramai, ogni avvocato che si rispetti è dotato di un sito web, utilizzato per reclamizzare competenze e esperienze maturate nei diversi ambiti giuridici.

A questo punto, una domanda sorge spontanea: quali sono i requisiti che un avvocato deve possedere, la cui presenza denota un certo grado di affidabilità ?

Ebbene, con il presente articolo indicheremo quelle che generalmente possono essere considerate come le 10 fondamentali caratteristiche di cui un professionista legale debba essere dotato affinché possa definirsi un “buon avvocato”; si tratta, in sostanza, di brevi e pratici consigli che potranno consentire di orientare e agevolare l’utente nella ricerca del proprio legale di fiducia.

1) Competenza

Uno dei requisiti più importanti è costituito dalla competenza, intesa come conoscenza della materia giuridica in cui rientra la questione che il professionista sarà chiamato a trattare; un’elevata competenza consente all’avvocato di avere una visione d’insieme delle norme, delle giurisprudenza e della dottrina.

Se da un lato l’avvocato deve essere un “vero studioso”, dall’altro, però, è necessario sfatare il falso mito secondo cui il buon avvocato è colui che conosce tutto lo scibile del diritto.

Questa è certamente un’errata convinzione! Invero, se l’avvocato, subito dopo avere ascoltato le vostre vicissitudini, accetta l’incarico senza alcuna esitazione non concedendosi neppure il tempo di esaminare la questione, allora sarebbe opportuno non conferirgli il mandato.

È utile rammentare che il diritto civile è composto da numerose e vaste materie, alcune delle quali disciplinate da leggi speciali in continuo mutamento; ciò significa, quindi, che bisogna diffidare da chi si reputa un avvocato c.d. “generalista”, in grado di risolvere prontamente qualsivoglia questione.

Un avvocato diligente, dunque, prima di rendere un parere, e ancor prima di assumere l’incarico, vi dirà che sarà necessario “studiare la documentazione” e solo in seguito, dopo aver acquisito piena cognizione dei termini della questione, potrà stabilire se accettare o meno.

Infine, un professionista serio e coerente, qualora dovesse capire di non essere in grado d assistere il soggetto che l’ha contattato, lo esternerà senza alcuna remora.

2) Esperienza

È fondamentale, poi, che il professionista scelto abbia dimestichezza con casi affini a quello per cui è stato contattato. Difatti, il “bravo avvocato” non è solo colui che conosce alla perfezione le norme giuridiche su un piano meramente teorico, ma è altrettanto importante che costui abbia già trattato questioni di quel tipo, meglio ancora se con esiti favorevoli.

Gli anni di esperienza di un avvocato sono un criterio importante, indice di affidabilità, eppure, non sempre scegliere un avvocato esperto ci consente di essere totalmente sicuri sul buon esito della causa. Talvolta, infatti, un giovane avvocato che sta cercando di affermarsi lavorerà maggiormente per vincere un caso, cercando di svolgere un ottimo lavoro per i suoi clienti.

Un avvocato maturo, affermato e con uno studio ben avviato, sicuramente avrà una grande esperienza, e vi assicura un’approfondita conoscenza della materia, ma probabilmente impiegherà minor tempo per il vostro caso. Probabilmente la scelta intermedia sembra essere quella più saggia: si dovrebbe quindi optare per lo studio ben avviato, facendosi seguire però non dall’avvocato più anziano, bensì da uno dei suoi fidati collaboratori. In questo modo si potrà sfruttare l’esperienza dello studio unitamente alla maggiore disponibilità del giovane avvocato.

3) Reputazione

 Un ulteriore criterio che agevola la ricerca del legale è costituito dalle “opinioni espresse dalla clientela”, le quali, congiuntamente ad altri fattori, consentiranno di stabilire il grado di affidabilità di un avvocato.

Ed invero, l’avvocato che gode di una buona reputazione è, con molta probabilità, un professionista che ha conseguito un consistente numero di vittorie, le quali, a loro volta, possono costituire indice di competenza, professionalità  ed esperienza in uno o più settori giuridici.

Attualmente, per verificare se l’avvocato scelto abbia una buona nomea, è possibile ricercare in rete eventuali recensioni rilasciate dall’utenza sul sito web del professionista. Sennonché, tali giudizi dovranno essere valutati attentamente: infatti, se da un lato le poche valutazioni negative potrebbero non essere sufficienti per rivelare il concreto livello di serietà del legale, dall’altro, le critiche mosse da un numero consistente di clienti potrebbero rappresentare un fondato campanello d’allarme.

Ovviamente, il consiglio è quello di avvalersi della ricerca telematica, ma assumendo tutte le cautele del caso, posto che ci saranno certamente dei validi avvocati, i quali, presumibilmente, hanno rimediato qualche recensione negativa, avendo perso una o più cause per ragioni che esulano dalle loro capacità.

4) Specializzazione

Una delle regole fondamentali che si dovrebbero seguire, ma che purtroppo non tutti osservano, è quella di individuare un avvocato munito delle conoscenze specifiche della materia nel cui ambito normativo, e giurisprudenziale, può inquadrarsi la questione da sottoporre.

Come poc’anzi accennato, in giro ci sono molti, troppi, avvocati “generalisti”, che ostentano al cliente l’inverosimile capacità di risolvere ogni tipo di questione giuridica. Il consiglio, ovviamente, è quello di non fidarsi di queste figure professionali, poiché si corre il serio rischio di non essere adeguatamente tutelati.

Se dunque si ha bisogno di un’assistenza legale in un giudizio civile, la prima cosa da fare è individuare un avvocato specializzato nel settore giuridico che “abbraccia” la questione da risolvere. Sembra una considerazione scontata, ma non lo è affatto.

Inoltre, considerato che la professione forense è forse quella, ad oggi, più inflazionata di tutte, capita spesso che un parente, il migliore amico, un vicino di casa esercitino proprio l’attività legale; cosicché, ci si rivolge ad uno di essi solo perché appare come una persona familiare e onesta, che magari potrà rendere una consulenza gratuita. È evidente, dunque, che anche operando in questo modo difficilmente si farà la scelta giusta.

5) Disponibilità

Un’altra qualità indefettibile è costituita dalla disponibilità del professionista verso i suoi clienti; ebbene, se da un po’ di tempo ti sei accorto che il tuo avvocato è sempre troppo indaffarato, omette di rispondere alle e-mail che gli inoltri, non richiama dopo aver visto una tua telefonata, dimentica i vostri appuntamenti, o nella migliore delle ipotesi, arriva in ritardo dedicandoti pochissimi minuti: è consigliabile che, a fronte di tale condotta, si opti per un altro legale.

Invero, è certamente comprensibile che un avvocato discretamente affermato sia spesso assorbito dai suoi impegni e riesca dedicare un tempo limitato alla sua clientela, tuttavia, qualora sia maldisposto a rispondere ai tuoi legittimi interrogativi, allora di certo non merita la tua fiducia.

Non devi sicuramente avere la presunzione di monopolizzare le attenzioni del tutto legale, ma non puoi nemmeno accettare di essere costantemente trascurato, essendo costui tenuto a garantire, quotidianamente, la propria disponibilità, seppur in misura ridotta, ad ogni suo cliente.

6) Presenza Sul Web

Grazie alle innovazioni informatiche, i professionisti di ogni settore hanno radicalmente modificato il loro modo di farsi conoscere dai potenziali clienti.

Anche nel settore legale, si sta rivelando sempre più utile e conveniente cercare il proprio professionista su internet, grazie alla moltitudine d’informazioni che la rete riesce a raccogliere.

Negli ultimi anni, nel nostro paese si è registrato un aumento esponenziale delle ricerche di avvocati sul web, generando una volume di traffico tale da consentire di affermare che la ricerca “on-line” ha di gran lunga sorpassato quella realizzata ricorrendo al passaparola o ai mezzi di comunicazione più “datati”.

Certamente non è consigliabile scartare un avvocato semplicemente perché non dispone di un sito web, poiché la presenza di questo strumento informatico non è rivelatore del sul suo grado di preparazione, professionalità e/o esperienza, ma, al più, ti consentirà di raccogliere un maggior numero di dati necessari per individuare il professionista più adatto alla tua situazione.

7) Chiarezza nel linguaggio

Un buon avvocato deve essere in grado di scrivere e parlare senza alcun genere di problema. Il linguaggio dell’avvocato deve essere chiaro, diretto e, soprattutto, comprensibile. Il più delle volte, l’eccessivo utilizzo di tecnicismi risulta controproducente perché rende oltremodo difficoltosa la comprensione di uno scritto o di una discussione.

La bravura di un avvocato, pertanto, è nascosta nell’abilità di quest’ultimo di coniugare la capacità di utilizzare una terminologia tecnica, cercando, però, di essere compreso non solo dagli addetti ai lavori ma anche, e soprattutto, dai non esperti del settore. I clienti, dunque, devono riuscire a comprendere ciò che il proprio legale afferma senza alcun genere di problema, in modo tale da instaurare con lui un sano rapporto di fiducia.

Come poc’anzi accennato, la chiarezza espositiva, scritta e orale, costituisce un aspetto che non deve essere assolutamente trascurato ma che, al contrario, deve rappresentare quel quid in più posseduto dal professionista che ambisce ad affermarsi nell’ormai inaccessibile mondo forense.

8) Onestà e correttezza

Anche queste sono qualità assolutamente non scontate, che dovrebbero essere connaturate in ciascun avvocato, ma solitamente non è così; difatti capita, spesso, che un professionista scorretto abbia sfruttato la debolezza emotiva del suo cliente, il quale, il più delle volte, si rivolge ad un legale in un momento in cui risulta pervaso da un senso di sconforto e debolezza.  Senza dimenticare che gli avvocati hanno tra i propri strumenti professionali la tecnica della persuasione.

È bene dunque dubitare, ad esempio, del legale che vi garantisca la vittoria o l’assoluzione. Il diritto non è una scienza matematica. L’esito di una causa o del buon andamento dell’affare dipende da molti fattori, alcuni dei quali non hanno nulla a che vedere con esperienza e la competenza dell’avvocato prescelto; occorre ricordare, inoltre, che con il conferimento dell’incarico l’avvocato assume un’obbligazione di mezzi e non di risultato nei confronti del proprio cliente: vale a dire, in altre parole, che il professionista non può assicurarvi il risultato, ma solo garantirvi di metterci tutto il suo impegno, la sua professionalità e la sua competenza.

Dopo aver scelto l’avvocato, è buona regola richiedere quante più informazioni possibili sul costo della sua prestazione.

Preme evidenziare che il compenso di un avvocato può variare sulla base del tipo di prestazione richiesta, della quantità di attività svolta, delle difficoltà che emergono in corso di rapporto e di molti altri fattori; è diritto del cliente, richiedere  un preventivo circa i costi prevedibili per l’attività che il legale andrà a svolgere, ciò consentirà di instaurare con il professionista, sin da subito, un rapporto trasparente e sereno.     

9) Vicinanza al luogo della controversia

Altro fattore da non trascurare è quello di essere rappresentati da un avvocato che eserciti nel luogo in cui dovrà essere intrapreso il giudizio; ed infatti, numerosi sono i vantaggi derivanti da tale scelta, poiché è ragionevole supporre che “l’avvocato del posto”, non solo sappia muoversi all’interno delle  cancellerie dei vari uffici giudiziari locali (Giudice di Pace, Tribunale, Corte di Appello), ma, cosa più importante, abbia piena conoscenza degli orientamenti giurisprudenziali adottati dai giudici operanti in quel luogo, i quali saranno chiamati a decidere la causa; più semplicemente, il professionista sa (o dovrebbe sapere) in che modo i magistrati di quel distretto hanno deciso questioni simile a quella sottopostagli.

Pertanto, la difesa legale sarà credibilmente più efficace se l’avvocato scelto risulti ben inserito nella zona in cui è richiesta la rappresentanza legale.

Ovviamente, vale sempre la regola sopra indicata della specializzazione (v. punto 4), per cui è di fondamentale importanza che l’avvocato selezionato sia qualificato e pratico della materia giuridica connessa alla vostra problematica.

10) Capacità di gestire il tempo

Altra Importante qualità di cui l’avvocato deve essere necessariamente dotato è la capacità di gestire il proprio tempo.

Il legale zelante, infatti, deve saper ottimizzare ogni momento della giornata riducendo al minimo i c.d. tempi morti; ogni secondo rubato allo studio è una possibilità in meno di vincere la causa, giacché il successo dipende, quasi sempre, dalle ore dedicate alla disamina della documentazione, alla ricerca minuziosa delle norme da applicare al caso concreto e all’individuazione della giurisprudenza che ha deciso una fattispecie analoga.

Tutte le energie dovranno essere concentrate per il raggiungimento del miglior risultato con il minimo sforzo. Pertanto, a fronte di un problema, il legale dovrà essere in grado di individuare tempestivamente la soluzione: metaforicamente parlando, il buon avvocato deve saper sbrogliare la matassa, senza complicare la vita a sé e al proprio cliente.

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