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Come calcolare pensione militare: info e consigli

Pubblicato il 7 novembre, 2018 | Ambito: PERSONA

Calcola pensione privilegiata Forze di Polizia

Come più volte evidenziato nei precedenti articoli di approfondimento, l’abrogazione della pensione privilegiata ha riguardato il personale civile, ma non quello appartenente alle Forze Armate (Esercito, Marina e Aeronautica), all’Arma dei Carabinieri, alle Forze di Polizia ad ordinamento civile (Polizia di Stato, Corpo forestale dello Stato e Polizia Penitenziaria) e militare (Guardia di finanza), al comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico.

Nei loro confronti, dunque, sia che si tratti di Forze di Polizia ad ordinamento militare che ad ordinamento civile, resta  ferma il riconoscimento dei due tipi di trattamento  pensionistico privilegiato, vale a dire: la pensione privilegiata ordinaria e la pensione privilegiata tabellare.

Calcolo della pensione privilegiata ordinaria

La misura della pensione privilegiata ordinaria è stabilita dall’articolo 67 del D.P.R. n. 1092/1973, il quale prevede che l’importo del beneficio sia determinato in funzione delle varie categorie di ascrivibilità  delle infermità o delle lesioni.

In altri termini, l’importo del trattamento pensionistico, in caso d’infermità o lesioni riconducibili alla prima categoria (infermità gravi) della Tabella A annessa al D.P.R. n. 834/81, è pari al 100% della base (o retribuzione) pensionabile, mentre nell’ipotesi d’infermità o lesioni riconducibili alla seconda, terza, quarta, quinta, sesta, settima od ottava categoria (per infermità via via meno gravi) della medesima Tabella A, l’importo della pensione privilegiata ordinaria si riduce, rispettivamente, al 90, 80, 70, 60, 50, 40 e 30 per cento della base pensionabile, come di seguito indicato nella Tabella illustrativa

Tabelle per il calcolo della misura della pensione privilegiata per i dipendenti appartenenti alle Forze di Polizia a ordinamento civile e militare

Tabella “A” D.P.R. n. 834/81

CATEGORIA

(Lesione o infermità)

MISURA
Prima categoria 100% della retribuzione pensionabile
Seconda categoria 90 % della retribuzione pensionabile
Terza categoria 80 % della retribuzione pensionabile
Quarta categoria 70 % della retribuzione pensionabile
Quinta categoria 60 % della retribuzione pensionabile
Sesta categoria 50 % della retribuzione pensionabile
Settima categoria 40 % della retribuzione pensionabile
Ottava categoria 30 % della retribuzione pensionabile

Nel caso in cui l’appartenente alle Forze di Polizia abbia raggiunto l’anzianità minima per il diritto alla pensione ordinaria di vecchiaia, la pensione privilegiata viene liquidata nella misura normale aumentata di un decimo solo qualora tale importo risulti più favorevole rispetto a quello determinato in base alla categoria di ascrivibilità delle infermità o lesioni.

Le pensioni di settima e ottava categoria sono aumentate, rispettivamente, dello 0,20% e dello 0,70% della base pensionabile per ogni anno di servizio utile, in favore del personale che abbia compiuto almeno cinque anni di servizio effettivo, senza aver maturato l’anzianità minima  richiesta per conseguire la pensione normale.

La pensione così aumentata non può comunque eccedere la misura del 44%.

Nel caso di coesistenza di due infermità o lesioni riconducibili dalla terza all’ottava categoria della Tabella A, l’articolo 72 del DPR 1092/1973 prevede che all’interessato spetta un pensione privilegiata calcolata sulla base della categoria che risulta dal cumulo delle infermità o lesioni medesime, secondo quanto previsto dalla Tabella F-1 allegata al D.P.R. n. 834/81.

Calcolo della pensione privilegiata tabellare

La pensione privilegiata tabellare (art. 67 DPR n. 1092/1973;), assimilabile al trattamento privilegiato di guerra, spetta ai militari di truppa ed ai graduati che abbiano contratto un’infermità durante il servizio di leva ed ai militari e militarizzati con grado inferiore a quello di caporale compreso (art. 67, comma 5, DPR cit.), i quali, abbiano subito, a causa del servizio, una menomazione dell’integrità fisica.

Essa non viene liquidata in relazione alla paga percepita, ma sulla base di apposite tabelle che prevedono sempre otto categorie di pensione d’importo economico differente a seconda della gravità dell’infermità. Più precisamente, i benefici economici derivanti dalla Pensione Privilegiata Tabellare consistono in trattamento economico vitalizio che può corrispondere a un importo mensile che da € 830,00 euro può raggiungere oltre € 1.000,00, esente da tassazione.

Altre prestazioni previdenziali riconosciute alle Forze di Polizia

Nel caso in cui le lesioni o le infermità, inquadrabili in una delle otto categorie della Tabella A allegata al D.P.R. n. 834/81, siano riconosciute suscettibili di miglioramento il personale appartenente alle Forze di Polizia ha diritto al c.d. assegno privilegiato (Art. 68 del più volte citato DPR 1092/1973), corrisposto per un periodo di tempo non inferiore a due anni né superiore a quattro, rinnovabile, previo accertamento sanitario, per l’assegnazione a vita.

Se le infermità o lesioni sono riconducibili all’interno della Tabella B annessa al richiamato al D.P.R. n. 834/81, in quanto di lieve entità, gli interessati hanno diritto ad un’indennità una tantum pari ad una o più annualità della pensione di ottava categoria Tabella A, con un massimo di cinque annualità, in base la gravità della  menomazione riscontrata.

Pensione privilegiata Polizia di Stato: non necessaria inidoneità al servizio 

La pensione privilegiata, spetta anche al dipendente della Polizia di Stato che risulti affetto da infermità o lesioni, dipendenti da fatti di servizio, riconducibili ad una delle 8 categorie della tabella A e non suscettibili di miglioramento.

In passato, poiché la Polizia di Stato rientra nell’ambito Forze di Polizia ad ordinamento civile, non era certo se per l’attribuzione della pensione privilegiata, fosse necessaria l’esistenza dell’ulteriore requisito dell’inidoneità al servizio richiesto dall’art. 64  D.P.R. 1092/1973 come ulteriore presupposto per il riconoscimento della pensione in esame ai dipendenti civili.

Tale dubbio è stato risolto grazie all’intervento della Corte dei Conti, la quale ha precisato, in più occasioni, che al personale della Polizia di Stato continuano ad applicarsi, ai fini dell’acquisizione del diritto al trattamento pensionistico privilegiato, le norme previste per il personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia ad ordinamenti militari.

Ciò significa, quindi, che la pensione privilegiata potrà essere riconosciuta in favore del personale appartenente alla Polizia di Stato anche se l’infermità sofferta non abbia determinato l’inidoneità al servizio (da ultimo, sentenza n. 20/2018 – Corte dei Conti Sezione Giuris. Regione Calabria).

Calcolo Pensione privilegiata Polizia di Stato

Per quanto concerne i tipi di trattamenti pensionistici erogati ai dipendenti pubblici facenti parte della Polizia di Stato e l’ammontare degli stessi, si richiama integralmente quanto illustrato nel precedente paragrafo (Calcola pensione privilegiata Forze di Polizia), poiché, come più volte evidenziato, i trattamenti pensionistici privilegiati continuano ad essere riconosciuti anche al personale appartenente alle diverse Forze di Polizia, siano esse ad ordinamento militare o civile.

In estrema sintesi, è utile comunque ricordare che l’appartenente alla Polizia di Stato ha diritto ad un trattamento economico di privilegio il quale, a seconda che la menomazione, riconducibile in una delle 8 categoria della Tabella A sia  permanente (diritto alla pensione privilegiata ordinaria) o suscettibile di miglioramento (diritto ad assegno privilegiato periodico).

La pensione privilegiata ordinaria è pari al 100% della retribuzione pensionabile se le infermità o le lesioni sono riconducibili alla prima categoria della Tabella A, e si riduce al 90, 80, 70, 60, 50, 40, 30% della retribuzione pensionabile per infermità o lesioni riconducibili, rispettivamente, alla seconda, terza, quarta, quinta, sesta, settima ed ottava categoria.

In ogni caso, la pensione privilegiata ordinaria sarà corrisposta nella misura prevista per la pensione ordinaria aumentata di un decimo, se più favorevole rispetto a quella calcolata sulla base dei parametri della Tabella A, e a condizione che l’interessato, al momento della cessazione del servizio, abbia maturato almeno 15 anni di servizio utile, di cui 12 di servizio effettivo.