Tag Archives: Successioni ereditarie e Divisioni

Da sempre, lo Studio si occupa di casi inerenti alle successioni ereditarie e alle divisioni immobiliari.

È noto che il campo delle successioni ereditarie rientri, a pieno titolo, nell’ambito delle materie civilistiche in assoluto più complesse, poiché regola il delicato passaggio di beni e diritti (e talvolta anche di obblighi e debiti) tra la persona defunta (c.d. de cuius) a uno o più soggetti (c.d. eredi); un fenomeno che spesso ha un forte impatto sugli equilibri familiari, specie quando il valore dei beni da trasmettere risulti particolarmente consistente.

Quando il proprietario di un immobile muore, la proprietà del bene viene acquistata dagli eredi secondo le rispettive quote: tale particolare situazione è denominata “comunione ereditaria”, la quale continua fino al suo eventuale scioglimento. In particolare, la comunione ereditaria può cessare in virtù di un accordo di divisione (c.d. divisione amichevole) tra i coeredi oppure, se quest’ultimi non raggiungono un accordo soddisfacente, ciascuno di essi potrà presentare un ricorso affinché sia il giudice a procedere alla ripartizione dell’immobile (c.d. divisione giudiziale).

I nostri avvocati, grazie all’elevata competenza sviluppata nel settore delle successioni ereditarie e delle divisioni immobiliari, sono in grado di garantire al cliente un’assistenza completa ed attenta, oppure, a seconda delle esigenze dell’assistito, rendere una consulenza legale efficace ed esaustiva, capace di illustrare all’erede quelli che sono i suoi diritti, ed in che modo gli stessi potranno essere adeguatamente tutelati.

IL MINORE PUÒ ACCETTARE L’EREDITÀ SOLTANTO CON IL BENEFICIO DI INVENTARIO

Con ordinanza n. 15267 del 5 giugno 2019, la Suprema Corte è tornata a pronunciarsi sull'istituto dell'accettazione di eredità nell’ipotesi in cui il chiamato all’eredità sia un minore. Gli ermellini hanno chiarito che l'accettazione dell'eredità da parte di chi esercita la relativa responsabilità sul minore, deve avvenire con beneficio d'inventario ai sensi dell’art. 471 c.c., precisando, tuttavia, che l’art. 489 c.c., non attribuisce al minore, il cui legale rappresentante non abbia rinunciato a suo nome all’eredità, il diritto di rinunciarvi al compimento della maggiore età, ma soltanto la facoltà di redigere l’inventario nel termine di un anno dal compimento della

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Sono soggette a collazione anche le donazioni di scarso valore

La Corte di cassazione si è pronunciata in tema di donazioni di modico valore e, in particolare, sulla questione afferente la loro soggezione all'obbligo di collazione. Nello specifico, mediante la pronuncia n. 2700/2019, i giudici di legittimità hanno stabilito che sono soggette all’obbligo di collazione anche le donazioni di modico valore, fatta eccezione per quelle effettuate a favore del coniuge superstite ai sensi dell’art. 738 c.c.. la vicenda  Il caso sottoposto all’attenzione dei giudici di legittimità discende da un ricorso proposto da un erede avverso la decisione emessa da un giudice di merito. Più precisamente, tra gli altri motivi, l’erede

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Se rinuncio all’eredità a chi viene destinata la mia quota?

In che modo si rinuncia all’eredità? Prima di illustrare gli effetti che scaturiscono dalla rinuncia all’eredità è bene fare un passo indietro e ricordare che il patrimonio ereditario non si trasferisce automaticamente agli eredi con la morte de cuius (cioè  la persona della cui eredità si discute). Infatti, sia il testamento che la legge, nel momento in cui una persona muore, si limitano a “chiamare” uno o più soggetti, i quali potranno assumere la qualità di erede qualora decidano di accettare l’eredità: ciò significa, che nulla vieta a tali soggetti di determinarsi nel senso opposto e rinunciare all’asse ereditario (perché ad

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Divisioni immobiliari: La divisione di un immobile in comproprietà appartenente a distinte comunioni

La Suprema Corte, con la sentenza n. 3512 del 6 febbraio 2019, occupandosi della questione concernente la divisione di beni in comproprietà appartenenti a distinte comunioni, ha stabilito che è possibile procedere ad una sola divisione, e non a tante divisioni quante sono le masse, soltanto se tutte i comproprietari vi consentano con un accordo; tale intesa, però, deve materializzarsi in un negozio specifico che, se ha per oggetto beni immobili deve avere la forma scritta ad substantiamex art. 1350 c.c., non potendo, di contro, risultare da manifestazione tacita di volontà o dal mero comportamento negativo di chi non si

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Successioni ereditarie: l’esercizio della petitio hereditatis richiede la contestazione della qualità di erede

Con l’ordinanza n. 123 del 7/01/2019, la Corte di Cassazione ha rievocato i presupposti necessari per l’esercizio della petizione ereditaria, evidenziando le differenze tra tale strumento giuridico e l’azione rivendicatoria. Nella vicenda posta al vaglio della Suprema Corte, gli eredi del defunto avevano citato in giudizio la figlia di quest’ultimo, quale coerede, al fine di veder dichiarata la simulazione dell’atto di compravendita con cui il defunto padre le aveva trasferito la proprietà di un terreno sul quale era successivamente stato edificato un immobile, il cui trasferimento ad un soggetto terzo ne aveva causato la fuoriuscita dal patrimonio ereditario. L’intento degli

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NON TUTTI I DEBITI DEL DEFUNTO SI TRASFERISCONO AGLI EREDI

Generalmente, chi decide di accettare l’eredità diventa titolare non soltanto dei crediti maturati in vita dal defunto, ma subentra anche in tutti i debiti che questi ha lasciato dopo la sua morte. Pertanto, in virtù di quanto già illustrato con il precedente articolo “In che modo posso evitare di rispondere dei debiti ereditari” la rinuncia all’eredità rappresenta l’unico strumento giuridico che consente al chiamato all’eredità di non rispondere delle passività accumulate in vita del de cuius ma, al tempo stesso, impedisce al soggetto vocato di acquisire i beni e i crediti facenti parte dell’asse ereditario. Ciò precisato, è importante tuttavia ricordare che nell’ipotesi

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In che modo posso evitare di rispondere dei debiti ereditari?

Gli strumenti che consentono di non subentrare nei debiti di un parente defunto sono sostanzialmente due: La rinuncia all’eredità; L’accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario.  1) La rinuncia all’eredità  La “rinuncia all’eredità”, si sostanzia in un atto con cui il chiamato all’eredità dichiara ufficialmente di non voler accettare il patrimonio ereditario. Trattandosi di un atto solenne, dovrà essere comunicato per iscritto davanti a un notaio oppure dinanzi al cancelliere del Tribunale competente. Tale dichiarazione verrà poi inserita nel registro delle successioni. Se anche tu stai considerando l’ipotesi di rinunciare all’eredità perché pensi che i debiti siano di gran lunga superiori rispetto

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La collazione è automatica al momento dell’apertura della successione

Con la sentenza n. 22721 del 25/09/2018, la Suprema Corte ha espresso il principio secondo cui l'obbligo di collazione sorge automaticamente a seguito dell'apertura della successione mortis causa. La vicenda sottoposta all’esame della Cassazione scaturisce dall’azione spiegata da una donna nei confronti delle sue congiunte (madre e sorella), tutte coeredi del de cuius, con cui ha richiesto che il giudice dichiarasse ambedue tenute alla collazione dei beni (un immobile e un’autovettura) ricevuti in donazione dal defunto, quando quest’ultimo era in vita. Il Giudice di prime cure accoglieva la domanda attorea, mentre la Corte Territoriale ribaltava la decisione e respingeva la

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Il testamento digitale

Il testamento di cui all' art. 587 c.c. rappresenta l’unico strumento giuridico che ci consente di stabilire a chi lasciare i nostri beni materiali per il tempo in cui non saremo più in vita; è risaputo, tuttavia, come oggigiorno gran parte della nostra vita privata si sia trasferita online, custodita in uno spazio virtuale che rimane accessibile anche dopo la nostra morte. Password, account, profili social vengono considerati, ormai, dei veri e propri beni da tutelare in caso di morte del loro proprietari: ecco allora che spunta l'idea del testamento digitale. Questo tipo di testamento riassume tutte le informazioni presenti

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COME FARE LA SUCCESSIONE EREDITARIA – SUCCESSIONE EREDITARIA COSA FARE

 In seguito alla morte di un parente, trascorso il periodo di dolore e sconforto, occorre poi pensare all’esecuzione di una serie di obblighi fiscali e burocratici derivanti dal subentro dei successori nella posizione giuridica e patrimoniale del defunto. Con questo contributo saranno fornite alcune utili informazioni che spiegheranno, in sintesi, quali sono le principali fasi della successione ereditaria e cosa occorre fare per sbrigare i principali adempimenti connessi al fenomeno successorio. APERTURA SUCCESSIONE EREDITARIA Immediatamente dopo il decesso della persona, la prima fase della successione ereditaria è rappresentata dall’apertura, contemplata dall’art. 456 c.c., il quale stabilisce che “la successione si

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La non comoda divisibilità di un immobile

In materia di divisione giudiziale, la Suprema Corte di Cassazione, Sezione II Civile, con l’ordinanza n. 9979/2018, ha confermato il principio di diritto secondo cui la non comoda divisibilità di un immobilepuò essere eccepita solo allorquando risulti accertata la ricorrenza dei suoi presupposti, rappresentati: dall’irrealizzabilità del frazionamento dell’immobile; dalla sua realizzabilità a pena di notevole deprezzamento; dall’impossibilità di formare in concreto porzioni suscettibili di autonomo e libero godimento, non compromesso da servitù, pesi o limitazioni eccessivi, tenuto conto dell’usuale destinazione e della pregressa utilizzazione del bene stesso. La vicenda posta all’attenzione della Suprema Corte ha avuto origine dal ricorso con

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Successioni: il notaio non ha l’obbligo di redigere l’inventario

La Cassazione, con l’ordinanza n. 20906/2018 ha dettato il principio secondo cui il notaio non è obbligato a redigere l'inventario per l'accettazione dell'eredità, se a tale decisione il giudice vi giunge con motivazione logica e coerente. La questione esaminata dalla Suprema Corte trae origine dal ricorso proposto da due eredi con cui convenivano innanzi al Tribunale un notaio, chiedendone la condanna al risarcimento dei danni subiti a causa dell'inadempimento dell'incarico di procedere agli incombenti per l'accettazione con beneficio d'inventario dell'eredità. Il Giudice di prime cure rigettava la domanda dei ricorrenti; conformemente alla sentenza di primo grado, la Corte d'Appello dichiarava

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È onere della parte individuare i beni della massa ereditaria

La Suprema Corte, con la recente ordinanza del 23 aprile 2018, ha enunciato il principio secondo cui nel giudizio di divisione ereditaria è onere della parte, e non del CTU, indicare i beni facenti parte della massa ereditaria. In primo luogo, giova rammentare che la divisione ereditaria è l’atto con cui i coeredi sciolgono la comunione dei beni ereditari; in altri termini, i beni vengono frazionati in proporzione alle quote di ciascun coerede; La divisione ereditaria può essere consensuale, quando tutti i coeredi si accordano sulla ripartizione dell’asse ereditario oppure giudiziale nell’ipotesi in cui i coeredi non riescano a pervenire a un

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L’usufrutto in favore del coniuge non esclude la qualità di erede

Particolare importanza riveste la sentenza n. 13868/2018 con cui la Suprema Corte ha stabilito che l'usufrutto generale disposto con testamento in favore del coniuge non ne esclude la qualità di erede; secondo i giudici di legittimità,  è sempre necessario ricercare la volontà del testatore attraverso la lettura di tutte le disposizioni che compongono il testamento, solo così è possibile ricondurre correttamente l'usufrutto generale al legato o all'eredità. La vicenda sottoposta al vaglio degli ermellini trae origine dalla domanda giudiziale con cui la figlia del defunto ha convenuto in giudizio gli altri due fratelli per richiedere la riduzione delle loro quote,

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Occorre dichiarare l’immobile usucapito dal de cuius anche se manca sentenza accertativa

Se il de cuius ha acquistato un immobile per usucapione, vale a dire mediante il possesso pacifico e ininterrotto per almeno vent’anni, gli eredi devono inserire tale bene nella dichiarazione di successionee l’obbligo di dichiarazione sussiste anche qualora l’usucapione non sia stata dichiarata con sentenza dal giudice, ma esiste solo “di fatto”. La sentenza del giudice è, infatti, solo accertativa e dichiarativa e non costitutiva del diritto di proprietà, posto che l’acquisto avviene al verificarsi dei presupposti dell’usucapione, i quali devono essere accertatati dal giudice su istanza dell’interessato. Secondo la giurisprudenza di legittimità, l’accertamento per via giudiziale dell’intervenuta usucapione dà luogo a una sentenza accertativa, che ha

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Testamento: quando il testatore deve manifestare due volte la volontà?

Con specifico riferimento al testamento c.d. pubblico, la Corte di cassazione ha stabilito che le operazioni di ricevimento delle disposizioni testamentarie possono essere svolte in un periodo differente rispetto a quello in cui si realizza la confezione della scheda testamentaria medesimo. Tale principio è stato enunciato dalla Suprema Corte con la sentenza n. 1649/2017, la quale ha precisato, inoltre, che le due suddette fasi sono idealmente distinte e non devono necessariamente coincidere sul piano temporale, tuttavia, se le operazioni di “ricevimento” e “confezionamento” si svolgono i periodi distinti, ai fini della validità del testamento, dovrà essere comunque rispettata una condizione necessaria,

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Il figlio del primo matrimonio può essere istituito erede dal nuovo coniuge del genitore?

Oggigiorno capita spesso che un soggetto, a causa del fallimento del primo matrimonio o per il decesso del proprio coniuge, decida di formalizzare il rapporto con il nuovo compagno celebrando le c.d. seconde nozze. Ebbene, può verificarsi che il precedente rapporto matrimoniale sia stato caratterizzato dalla nascita di figli.  In tale ipotesi, occorre domandarsi se quest’ultimi abbiano o meno un legame di parentela con il nuovo coniuge del genitore e se, quindi, il figlio di primo letto può essere istituito suo erede. Al fine di rendere una risposta esaustiva a tali domande, è necessario preliminarmente distinguere le due possibili situazioni che possono verificarsi

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Che cosa fare se l’immobile ereditario risulta indivisibile?

  Cosa fare in caso di immobile "non comodamente divisibile" Quando un immobile indivisibile ricade nella comunione ereditaria, l'art 720 c.c. prevede come extrema ratio la divisione giudiziale. Nello specifico,  L'articolo in esame dispone testualmente che: "Se nell'eredità vi sono immobili “non comodamente divisibili”, o il cui frazionamento recherebbe pregiudizio alle ragioni della pubblica economia o dell'igiene, e la divisione dell'intera sostanza non può effettuarsi senza il loro frazionamento, essi devono preferibilmente essere compresi per intero, con addebito dell'eccedenza, nella porzione di uno dei coeredi aventi diritto alla quota maggiore, o anche nelle porzioni di più coeredi, se questi ne richiedono congiuntamente

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Avvocato Successioni: donazione e successione, diritto successorio

Accade spesso che le ultime volontà contenute in un testamento e/o le donazioni eseguite in vita dalla persona defunta possano generare dei veri e propri conflitti tra gli eredi che sfociano quasi sempre in complicati e dispendiosi procedimenti giudiziari. Per tale ragione, l’assistenza di un avvocato esperto in successioni, che vanti una solida esperienza in questa specifica materia, risulta essere di fondamentale importanza per ottenere la piena tutela dei propri diritti successori. 1) Cos’è il diritto successorio Il diritto successorio (o di successione) è un settore giuridico molto complesso, oltre che particolarmente delicato, perché si occupa di tutte le problematiche

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DIVISIONE EREDITARIA: Nomina anche per gli Avvocati

 Con il  “decreto del fare” in assenza di controversie, è possibile per gli eredi ed eventuali creditori “domandare la nomina di un un avvocato aventi sede nel circondario al quale demandare le operazioni di divisione”, estendendo quindi anche agli avvocati tale possibilità. Ed invero, ai sensi dell’ ART. 791-bis. (Divisione a domanda congiunta)”Quando non sussiste controversia sul diritto alla divisione né sulle quote o altre questioni pregiudiziali gli eredi o condomini e gli eventuali creditori e aventi causa che hanno notificato o trascritto l’opposizione alla divisione possono, con ricorso congiunto al tribunale competente per territorio, domandare la nomina di un notaio

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